Due sopravvissute all’eruzione vulcanica di Tonga raccontano la loro esperienza. Notizie Avventiste – Kalesi Ravouvou e Gwenda Vovo sono due insegnanti che vivevano nell’edificio della sede della Chiesa avventista di Tonga
Due sopravvissute all’eruzione vulcanica di Tonga raccontano la loro esperienza.
Notizie Avventiste – Kalesi Ravouvou e Gwenda Vovo sono due insegnanti che vivevano nell’edificio della sede della Chiesa avventista di Tonga quando il vulcano è esploso e lo tsunami ha colpito. Mentre l’acqua saliva, inondando le stanze, sono riuscite a fuggire. Così raccontano quei momenti.
Prima eruzione
Verso mezzogiorno del 13 gennaio abbiamo ricevuto l’allerta tsunami. In quel momento stavamo preparando i bagagli perché ci avrebbero trasferite al Beulah Adventist College. Ma il giorno successivo, intorno alle 22.00, l’allerta tsunami è stata cancellata, così siamo andate a dormire pensando che tutto andasse bene. La mattina seguente abbiamo deciso che quella sera avremmo fatto visita a una persona della nostra chiesa. Erano circa le 17.00 e ci preparavano a cenare per poi uscire. Improvvisamente abbiamo sentito la prima esplosione. Abitavamo a pochi passi dal lungomare così abbiamo potuto vedere l’eruzione. Il fumo si è alzato veloce e in pochi secondi ha attraversato il cielo, raggiungendo la nostra casa.
Altre due eruzioni
Tutto vibrava intorno. Siamo corse fuori ed è arrivata la seconda eruzione. Il vulcano è esploso tre volte; il terreno tremava. Abbiamo potuto vedere i fulmini lampeggiare mentre il fumo continuava a uscire dal cratere. Impaurite siamo rientrate in casa ed ecco la terza eruzione. Questa volta lo scoppio è stato così forte che non sentivamo più niente, neanche le nostre grida.

Di corsa abbiamo preso gli zaini e abbiamo visto onde enormi invadere l’entroterra, ed entrare negli edifici della Chiesa rompendo cancelli e recinzioni. Non sapevamo come andare via. L’unica via d’uscita era attraverso il recinto già sfondato dalle onde. Abbiamo stretto le braccia e abbiamo guadato di lato nell’acqua contro la forte corrente, fino a raggiungere la recinzione. Avevamo l’acqua fino al petto. Poi è arrivata un’onda forte che ci ha quasi trasportato via, ma siamo riuscite a rimanere ferme sul terreno, con le braccia serrate, e poi abbiamo continuato.
In fuga
Raggiunta la recinzione, ci siamo arrampicate e siamo corse fuori dal recinto. Abbiamo continuato a camminare nell’acqua finché non abbiamo raggiunto un punto non allagato. Intanto, il cielo si era oscurato e nel buio totale abbiamo raggiunto una strada. Le macchine correvano, la gente scappava, le rocce vulcaniche cadevano, ci colpivano, ma noi continuavamo a correre nell’entroterra senza sapere dove stavamo andando. Alla fine siamo arrivate alla sede della radio A3Z, appena in tempo perché la cenere ha iniziato a cadere pesantemente. Il proprietario della radio ci ha accolto e lasciava che tutti si rifugiassero nell’edificio. Poi, la connessione Internet si è interrotta.
La devastazione
Il pastore Fanueli è riuscito ad arrivare da noi e ci ha portato a casa sua. Abbiamo mangiato e trascorso la notte lì. La mattina del sabato, dopo il culto, il pastore Fanueli ci ha chiesto di andare a vedere l’edificio della Chiesa. Quando eravamo andate via la notte precedente, la nostra casa era in piedi e gli uffici ancora intatti. Lungo la strada abbiamo visto la distruzione completa. Tutto era coperto di cenere spessa e il paesaggio aveva un solo colore, quello della cenere vulcanica.
Arrivati all’edificio della Chiesa, siamo rimasti scioccati e ammutoliti. La nostra casa era distrutta. Tutto ciò che avevamo non c’era più. Gli uffici, le attrezzature, i libri, ogni cosa era stata distrutta. Dopo l’eruzione abbiamo passato notti insonni, riuscivamo a pensare solo di tornare a casa. Ma ringraziamo Dio per l’amore, le preghiere e il sostegno delle nostre famiglie all’estero e a Tonga, e perché siamo al sicuro.
Preghiera
Kalesi Ravouvou, delle isole Figi, e Gwenda Vovo, delle Isole Salomone, prestano servizio nelle scuole avventiste di Tonga. Ricordiamoci di loro nelle nostre preghiere insieme al resto della popolazione tongana, mentre continuano a riprendersi dal disastro.
[Foto e fonte: Adventist Record]




