“Passi verso un risveglio personale”, questo il titolo del ritiro spirituale che ha riunito i membri della chiesa avventista di Bergamo dal 26 al 28 settembre, in una spaziosissima struttura a Castione della Presolana. L’ospite spirituale, il past. Eugen Havresciuc, ci ha guidati in un percorso di approfondimento sulla crescita del cristiano, riuscendo a coinvolgere in […]
“Passi verso un risveglio personale”, questo il titolo del ritiro spirituale che ha riunito i membri della chiesa avventista di Bergamo dal 26 al 28 settembre, in una spaziosissima struttura a Castione della Presolana. L’ospite spirituale, il past. Eugen Havresciuc, ci ha guidati in un percorso di approfondimento sulla crescita del cristiano, riuscendo a coinvolgere in maniera dinamica e partecipata adulti, giovani e bambini.
Grazie anche al dialogo in piccoli gruppi, abbiamo avuto la possibilità di condividere esperienze personali e di crescita spirituale. Uno dei punti salienti emersi durante la condivisione è stata la riflessione sulle differenze fra uomo “carnale” .1 Corinzi 3:1), “spirituale” e “naturale” (cfr. 1 Corinzi 2:14, 15) e il fatto che la forza dello Spirito Santo è in grado di manifestarsi in tutta la sua potenza proprio quando siamo disposti a riconoscere la nostra debolezza e a lasciare spazio alla sua azione.

Particolarmente toccante è stato il momento in cui il past. Havresciuc ha radunato tutti i giovanissimi attorno a sé e ha chiesto loro di andare ad abbracciare chi, fra i presenti, poteva rappresentare un punto di riferimento in frangenti cruciali: “Da chi andresti se avessi un grande problema personale e avessi bisogno di un saggio consiglio? Chi, ospitandoti, ti ha fatto sentire a casa e ti ha accolto come un figlio? A chi ti rivolgeresti per confrontarti su un importante problema sentimentale?”.
Vedere, dopo ogni singola domanda, i piccoli della chiesa distribuirsi fra le sedie per andare ad abbracciare i membri più grandi ci ha fatto capire quanto i bambini e i ragazzi ci osservino e cerchino in noi i tratti di un carattere cristiano. Abbiamo anche compreso quanto il nostro esempio sia fondamentale per crescere delle nuove generazioni spiritualmente sane.


Le emozioni sono diventate ancora più forti quando il pastore ha fatto avere a ciascuno di noi una decina di bigliettini e ci ha chiesto di pensare ad altrettante persone della nostra comunità che, secondo il nostro parere, si distinguono per il fatto di possedere un dono speciale: la gentilezza, la fedeltà, l’affidabilità, la perseveranza, la pazienza, la gioia… Una volta descritto il dono sul foglietto, dovevamo consegnarlo a quel fratello o a quella sorella nella fede che avevamo in mente. Fra abbracci, sorrisi, lacrime e carezze abbiamo dichiarato o ci sono state riconosciute qualità che magari non sapevamo di avere, ma che sono una risorsa da mettere al servizio di Dio, per un risveglio personale e comunitario.
Durante il programma, le animatrici dei bambini hanno condotto, in alcuni momenti, attività parallele con i nostri piccoli; i giovani hanno guidato i canti e regalato un sabato sera di allegria e spensieratezza,
Al termine dell’incontro, abbiamo ringraziato il past. Havresciuc e sua moglie, Mihaela, che con tanta empatia e sensibilità è stata capace di entrare in punta di piedi nel cuore di tutti noi.
Sara Minò
[Foto pervenute dalla comunità in oggetto]




