La testimonianza di Cameron Guild, uno studente della Southern Adventist University di Collegedale, in Tennessee (USA). Il giovane ha riscoperto i valori dell’atletica e accolto una chiamata che gli ha cambiato la vita: l’opera missionaria Cameron Guild, studente del secondo anno di infermieristica alla Southern Adventist University, coltivava da tempo due interessi: l’atletica e il lavoro […]
La testimonianza di Cameron Guild, uno studente della Southern Adventist University di Collegedale, in Tennessee (USA). Il giovane ha riscoperto i valori dell’atletica e accolto una chiamata che gli ha cambiato la vita: l’opera missionaria
Cameron Guild, studente del secondo anno di infermieristica alla Southern Adventist University, coltivava da tempo due interessi: l’atletica e il lavoro missionario.
A 11 anni già sapeva che Dio voleva che diventasse un missionario sanitario; al liceo si è appassionato all’atletica. Con un intenso programma di allenamento, Cameron ha completato diverse mezze maratone e una mezza Ironman (uno sport caratterizzato dall’insieme di tre discipline, nuoto, ciclismo e corsa, ndt). Aveva anche iniziato ad allenarsi per la maratona di Boston, quando si è reso conto che Dio voleva che corresse una gara diversa: una competizione per fortificare la sua fede, e che lo ha preparato ad affrontare problemi di salute imprevisti e al suo obiettivo di diventare missionario.
Arrendersi a Dio
Cameron si stava allenando per correre una maratona quando, nel 2021, partì per una missione medica in Bolivia. La notte di Capodanno, durante il viaggio, entrò in una cappella e pregò così: “Signore, c’è qualcosa a cui vuoi che mi arrenda? Sono disposto ad affidarmi a te”. Mentre pregava ancora con le scarpe da corsa dopo aver percorso diversi chilometri, ebbe la sensazione di sentire Dio chiedergli di smettere di correre e di dedicare quel tempo a Lui. “È stato quasi come se una freccia mi avesse colpito il cuore” racconta Cameron. Ricorda di aver pensato: “Non posso farlo. È troppo difficile”.
“Ero seduto lì, tremante, ma sapevo di aver appena detto a Dio che Gli avrei dato qualsiasi cosa. Così mi tolsi le scarpe da corsa e glieLe consegnai. Fu in quel momento che mi resi conto che aveva in serbo per me qualcosa di più grande di quanto avrei potuto immaginare” racconta lo studente.
La mattina dopo, invece di andare a correre, Cameron dedicò il suo tempo allo studio della Bibbia. “Per tutto quel tempo ho cercato un’esperienza di fede più profonda perché sapevo che Dio aveva bisogno di far crescere in me una maggiore fiducia in Lui e non in me stesso” dice il ragazzo. “Ho capito che quando mi abbandono, Dio mi dà la forza di vivere una vita di fede e una potenza che non avrei mai pensato di poter avere”.
Cameron non immaginava quanto questo sarebbe diventato importante l’anno successivo.

Confidare in Dio
Nell’estate del 2022, Cameron decise di lavorare come colportore (chi si occupa di evangelizzare consegnando libri, riviste, opuscoli, ndt), girando per i quartieri vendendo volumi per far conoscere Dio alle persone. Un giorno stava pregando e si affidò nuovamente e completamente al Signore. Solo 15 minuti dopo ebbe un’emergenza medica, rimase paralizzato e fu portato d’urgenza al pronto soccorso.
“Ero sdraiato nella Tac pensando: ‘Ok, è la fine?'” ricorda Cameron. Poi, come era successo quando si era arreso a Dio, sentì qualcosa colpirlo al cuore, come una freccia che ritorna. Dopo aver provato quelle fitte, riuscì di nuovo a camminare e fu dimesso dall’ospedale. Ma quello stesso fine settimana, Cameron ebbe tre ictus e tre convulsioni, rimanendo nuovamente paralizzato. “Ero in condizioni molto critiche e non sapevamo cosa stesse succedendo” aggiunge il giovane. Grazie a Dio, la situazione è migliorata e ha ripreso il controllo del suo corpo, sebbene sempre sotto cure costanti per problemi di salute.
Cameron attribuisce la sua guarigione a un miracolo e alla fede in Dio. “Se non avessi smesso di correre allora, non sarei stato in grado di accettare quei sentimenti di impotenza” dice, convinto che la sua fede lo abbia aiutato ad affrontare la sua salute precaria.
Crescere con Dio
“Dio continua a incoraggiarmi a rimuovere degli aspetti dalla mia vita e a sostituirli con opportunità di servizio e persone che mi aiuteranno a crescere come credente fedele” racconta Cameron. La sua passione per l’evangelizzazione e il desiderio di diventare missionario lo hanno portato a partecipare al programma Soul-winning and Leadership Training (SALT), una collaborazione tra la Southern Adventist University e “It Is Written” (un programma della Chiesa avventista di approfondimento della Bibbia e della speranza cristiana che puoi scoprire qui).
“È stato un trampolino di lancio per me, sia a livello accademico che spirituale” commenta Cameron. “La Southern mi ha ispirato e mi ha fornito esperienze, opportunità e mentori che mi hanno avvicinato a Dio. Studiando sono cresciuto moltissimo mentalmente, spiritualmente e fisicamente. Quando mi laureerò so che sarò sicuro di me, competente e al massimo del mio potenziale”.
Grazie alle esperienze e alle lezioni di vita che ha imparato, il giovane Cameron sente ora di stare correndo la gara che Dio vuole che completi. “La ricompensa alla fine di questa maratona è molto più grande di un trofeo o di una medaglia” chiosa, “sarà una corona celeste”.
[Fonte: adventistreview.org. Autore: Alexis Dewey, studente della Southern Adventist University. La versione originale di questo articolo è stata pubblicata sul sito di notizie dell’ateneo statunitense. Articolo tradotto da Veronica Addazio, HopeMedia Italia].
Immagini: Southern Adventist University e Ben Goode su Dreamstime.com




