Maol/EUDNews – «Ci vediamo in Svizzera». Con queste parole, Stephan Sigg, direttore della Gioventù avventista presso la Divisione Intereuropa (EUD), ha salutato tutti…

Maol/EUDNews – «Ci vediamo in Svizzera». Con queste parole, Stephan Sigg, direttore della Gioventù avventista presso la Divisione Intereuropa (EUD), ha salutato tutti gli scout Esploratori presenti al Camporee di Roma. Era l’agosto del 2011.
Il 3 agosto scorso, è iniziata l’edizione 2015 di questo evento internazionale. L’apertura è stata un vero e proprio festival delle nazioni. Ogni delegazione è entrata nell’arena della tenda da circo, montata per l’occasione, gridando il nome del proprio paese … È il festival della felicità. Non si tratta infatti di uno spettacolo per sfoggiare

il proprio nazionalismo e nessuno è qui per difendere i colori della sua patria; è veramente l’espressione della gioia di far parte della storia. Il Camporee è un evento che la maggior parte dei partecipanti sperimenteranno una sola volta nella loro vita e tutti desiderano viverlo intensamente, con entusiasmo.
Pochi minuti dopo questo momento emozionante, la calma ha regnato di nuovo nell’arena. Il Camporee è ufficialmente iniziato. Il benvenuto di Stephan Sigg ha attirato l’attenzione di tutti e l’indirizzatà sul programma.
«Condivideremo una grande esperienza insieme, qui a Estavayer-le-Lac, e dichiaro

questo XII Camporee aperto, ora», ha affermato S. Sigg.
La delegazione svizzera, in quanto paese ospitante, ha dato un benvenuto speciale a tutti, mostrando le scoperte e le invenzioni tipiche che sono state fatte in Svizzera. Per molti è stata una sorpresa scoprire quanto gli svizzeri siano creativi e pieni di inventiva.
«Fa caldo qui, dentro questo campo; è il calore dell’amicizia. Vorrei ringraziare tutti gli organizzatori che hanno reso possibile questo evento», ha affermato David Jennah, presidente dell’Unione Svizzera degli avventisti del settimo giorno. Poi, citando l’apostolo Giovanni, ha continuato: «Cari giovani, siete forti perché la Parola di Dio risiede in voi. Mettete la Bibbia al centro della vostra vita».
Due ragazzi sono stati i conduttori delle riunioni serali e, pur molto giovani, hanno

mostrato di essere a loro agio nell’arena. Un’iniziativa, questa, originale del Camporee 2015. Non è così facile parlare davanti a 2.300 Esploratori che vi guardano e sicuramente molti adulti non avrebbero retto così bene una tale pressione, ma Julia e Tom sembravano abbastanza rilassati. I ragazzi hanno apprezzato il loro modo fresco di porgersi.
Il canto è una parte importante del programma dei nostri scout e il gruppo musicale ha creato una bella atmosfera, in particolare con l’inno tema, intitolato «Surprised by Grace» (Sorpreso dalla grazia) e legato al tema del Camporee: The Whale Way (La via della balena), con evidente riferimento all’esperienza del profeta Giona.
Utilizzando i mezzi audiovisivi, il messaggio è stato comunicato efficacemente con i video e la drammatizzazione ambientata nella città biblica di Ninive, e ha attirato l’attenzione di tutti i ragazzi del Camporee. La parte teatrale è stata preparata e presentata da una compagnia di professionisti provenienti dalla Germania.
“È stata super la storia di Giona proposta in un ambiente moderno”, ha affermato Francesco, uno dei partecipanti al Camporee, “si dovrebbe essere qui per capirne tutto il significato, è difficile da spiegare con le parole”.

Ogni sera si presentava un episodio della vita di Giona, seguito da un messaggio spirituale di uno dei due relatori. Il primo, Miki Jovanovic, giovane pastore avventista a Monaco di Baviera, riassumendo i suoi messaggi, ha spiegato: «La storia di Giona è la storia di un Dio che è migliore e più gentile di quanto chiunque possa immaginare». Ha poi continuato: «Questo Dio buono ha un piano per noi e, anche se a volte avremmo preferito scappare,… fatevi sorprendere dalla sua grazia!».
Il secondo ospite speciale era Jonathan Tejel, leader a livello mondiale degli Esploratori avventisti. I suoi messaggi avevano lo scopo di stimolare i ragazzi a trovare la loro strada, così come aveva fatto lui alla loro età.
(Foto: Corrado Cozzi)




