Aria di gioia nella chiesa avventista di Jesi. La giornata di sabato 30 maggio è stata arricchita da due cerimonie battesimali. Al mattino abbiamo vissuto il rito della Santa Cena sempre coinvolgente per ciò che rappresenta: il sacrificio del nostro Signore Gesù, pane di vita, che si è offerto sulla croce per la salvezza dell’umanità. […]
Aria di gioia nella chiesa avventista di Jesi. La giornata di sabato 30 maggio è stata arricchita da due cerimonie battesimali.
Al mattino abbiamo vissuto il rito della Santa Cena sempre coinvolgente per ciò che rappresenta: il sacrificio del nostro Signore Gesù, pane di vita, che si è offerto sulla croce per la salvezza dell’umanità.
Al pomeriggio ci siano riunito di nuovo per accogliere le care Florina Ungureanu e Carmen Maria Rodriguez Romero quali sorelle nella fede, in una cerimonia battesimale abbellita non solo da delicati fiori, ma anche da cantici in lingua rumena, in lingua spagnola e in lingua italiana.



Florina e Carmen hanno vissuto, ciascuna, delle esperienze di vita non facili. E non sempre semplici da raccontare. Nella sofferenza hanno trovato il coraggio di aprire il loro cuore riconoscendo quanto sia stato importante incontrare e conoscere il Signore più intensamente (per Florina) e sentire il desiderio profondo di ritrovarlo (per Carmen).
Il nostro pastore Gionatan Breci ha officiato l’intera cerimonia e per la riflessione spirituale ha rivolto alle catecumene dei messaggi “personalizzati”. A Florina ha dedicato la storia biblica di Marta, Maria e Lazzaro e della risurrezione di quest’ultimo. A Carmen, invece, ha rivolto la preghiera di Gesù riportata nel vangelo di Giovanni, al capitolo 17, e alcuni passaggi del Salmo 139.
La prima a scendere nelle acque battesimali è stata Florina, la quale è voluta restare finché anche Carmen è scesa nella fonte ed è stata immersa. Un momento condiviso che rimarrà per sempre impresso in questi due cuori così felici della scelta fatta di fronte al cielo e davanti ai rispettivi familiari presenti per l’occasione.
Non poteva mancare la chiamata rivolta dal pastore alla chiesa tutta, un appello/preghiera a pensare di fare un passo simile o a rinnovare nel proprio intimo lo stesso passo già compiuto.
Il rito si è quindi concluso con la consegna dei certificati battesimali per le due neofite, accolte nella comunità con tanti abbracci carichi di gioia e di emozione, e con l’augurio di un proficuo cammino di fede in Cristo Gesù.
Mira Fabrizi
[Foto in arrivo dalla comunità di Jesi]




