La parola del giorno: caparra

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La parola del giorno: caparra

Leggendo alcuni passi del Nuovo Testamento, comprendiamo meglio il significato spirituale di un concetto tipicamente commerciale. Tutto ciò che Dio ha promesso, ha già cominciato a realizzarsi in noi. Sappiamo cos’è una caparra. Quando si versa un anticipo, si sta investendo in qualcosa che ci impegna ad acquistare. L’apostolo Paolo prende in prestito questa immagine […]

Leggendo alcuni passi del Nuovo Testamento, comprendiamo meglio il significato spirituale di un concetto tipicamente commerciale. Tutto ciò che Dio ha promesso, ha già cominciato a realizzarsi in noi.

Sappiamo cos’è una caparra. Quando si versa un anticipo, si sta investendo in qualcosa che ci impegna ad acquistare. L’apostolo Paolo prende in prestito questa immagine della vita quotidiana quando chiama lo Spirito Santo l’arrabōn di Dio, una “caparra” o una “garanzia”.

In un mondo in cui le promesse spesso non sono mantenute, questa idea offre alla speranza cristiana una base solida, radicata nel futuro certo e garantito da Dio.

Efesini 1 è un inno di lode dall’inizio alla fine. Dopo aver affermato che siamo “accettati” e “redenti” mediante il sangue di Cristo (versetti 6 e 7), Paolo aggiunge che i credenti hanno “ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è pegno della nostra eredità fino alla piena redenzione di quelli che Dio si è acquistati a lode della sua gloria” (versetti 13 e 14).

Due immagini convivono in questo testo: sigillo e caparra. Il sigillo indica proprietà e sicurezza. La caparra finanzia il futuro. Dio non solo mette il suo nome su di noi, ma anche il suo Spirito dentro di noi come primo acconto di ciò che porterà a compimento.

Il termine greco arrabōn) era usato nel gergo commerciale per indicare un anticipo vincolante, che obbligava chi lo versava a portare a termine l’affare. Paolo lo utilizza anche in altri passi: Dio “ci ha pure segnati con il proprio sigillo e ha messo la caparra dello Spirito nei nostri cuori” (2 Corinzi 1:22); e ancora, egli “ci ha dato la caparra dello Spirito” (2 Corinzi 5:5). Il punto è semplice, lo Spirito è la promessa già pagata in anticipo da parte di Dio. Egli non verrà mai meno.

Qual è questa “eredità”? In Efesini è legata al progetto di Dio di “raccogliere sotto un solo capo, in Cristo, tutte le cose” (Ef 1:10), ed è connessa ai credenti che sono “la sua eredità” (versetto 18). Pietro la descrive come “un’eredità incorruttibile”, conservata in cielo sino alla fine (1 Pietro 1:3–5). Paolo collega l’idea dello Spirito come caparra alla speranza della risurrezione: “la redenzione del nostro corpo” (Romani 8:23).

Lo Spirito ci fa pregustare ciò che verrà, mentre la risurrezione dei corpi e il rinnovamento del creato rappresentano il compimento finale (Romani 8:11, 18–25; Apocalisse 21:3–4).

Questo scenario plasma la nostra certezza. La fiducia che abbiamo non dipende da quanto forte ci aggrappiamo a Dio, ma dall’impegno che egli ha preso verso di noi. Siamo sigillati, siamo suoi, e abbiamo la caparra, il nostro futuro è già garantito (Efesini 1:13–14). Entrambe le verità poggiano sull’opera compiuta da Cristo e sul ministero presente dello Spirito.

L’arrabōn trasforma anche il presente. L’anticipo è della stessa “moneta” del saldo finale. In egual modo, la vita dello Spirito ha, adesso, la medesima qualità della vita futura. Paolo lo chiama “la primizia” (Romani 8:23). I primi frutti non sono diversi dal raccolto, sono il suo inizio. Così, lo Spirito fa crescere amore, gioia, pace e tutto il resto (Galati 5:22–23), potenzia la testimonianza (Atti 1:8), riversa l’amore di Dio nei nostri cuori (Romani 5:5) e ci assicura che siamo figli di Dio (8:15–16). Questi non sono piccoli doni, sono autentici assaggi del tempo che deve venire.

Si riscontra anche una chiamata alla santità. Se Dio ha pagato la caparra per noi, non apparteniamo più a noi stessi. Siamo stati “comprati a caro prezzo” (1 Corinzi 6:20). “Non rattristate lo Spirito Santo di Dio con il quale siete stati suggellati per il giorno della redenzione” (Efesini 4:30). Abbandonate la vita vecchia; praticate gentilezza, perdono e amore (versetti 31 e 32).

Infine, l’arrabōn alimenta la missione. L’acconto dà una spinta dinamica verso il giorno del suo completamento. Predichiamo Cristo come nostra speranza certa, perché lo Spirito è già arrivato. Con fede, tutte le nazioni ricevono “la promessa dello Spirito” (Galati 3:14). Ogni vita trasformata testimonia che la grande eredità è vicina.

Quando la fede sembra vacillare, ricordate questa parola salda. Dio ha posto il suo Spirito nel vostro cuore come arrabōn, una promessa che non infrangerà mai. La caparra è stata versata. L’eredità è sicura.

Fino al giorno della piena redenzione, lo Spirito continua a offrirci un assaggio autentico del mondo che verrà e ci dà la forza di vivere come se quell’avvenire fosse già sorto all’orizzonte. In Cristo, per mezzo dello Spirito, l’alba è già iniziata.

Limoni Manu O’Uiha

[Fonte: record.adventistchurch.com. Tradotto da Veronica Addazio].
[Immagini: Maryna Kriuchenko e Maryd15, Dreamstime.com].


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