Le vie del Signore sono… infinite e meravigliose

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Le vie del Signore sono… infinite e meravigliose

Franco Evangelisti di Guerrino – Il 18 marzo rimarrà scolpito nella memoria come uno di quei sabati che avrei voluto non finisse mai….

Franco Evangelisti di Guerrino – Il 18 marzo rimarrà scolpito nella memoria come uno di quei sabati che avrei voluto non finisse mai. Era il giorno del 33° anniversario di matrimonio con la mia splendida Marisa e non avremmo mai pensato che la nostra festa sarebbe stata resa ancora più bella da qualcosa che ora descriverò.

Circa tre anni fa, fummo trasferiti nel nuovo distretto pastorale di Cremona-Mantova-Pavia. Ci chiedevamo quale fosse il piano di Dio per noi in quel nuovo territorio. Ben presto iniziammo a capirlo. Mia moglie chiese a una sorella della comunità di Cremona se conosceva qualcuno dove poter svolgere alcune ore di lavori domestici. La nostra cara sorella Vasjlina le disse di conoscere una signora che poteva fare al caso suo. Fu allora che Marisa incontrò la signora Teresa Rebecchi.

Fin dal primo momento il rapporto che si stabilì fu molto positivo. Marisa, definendo i tempi della piccola collaborazione domestica, disse a Teresa che l’impegno lavorativo avrebbe avuto un’interruzione nel momento in cui sarebbe stata chiamata dall’ospedale di Firenze per un intervento chirurgico. Teresa, in maniera discreta ma diretta, le chiese che tipo di operazione avrebbe dovuto subire. Marisa la informò che 11 anni prima era stata colpita da una forma di cancro al seno. Teresa rimase in un atteggiamento riflessivo. Nel pomeriggio, mia moglie, ricevette una telefonata a casa. Era ancora Teresa. Le disse che aveva una soluzione per il suo problema e che gliene avrebbe parlato il giorno successivo.

L’indomani mattina, mentre Marisa era intenta nelle faccende domestiche a casa di Teresa, si presentò il prof. Alberto Bottini, primario della Breast Unity presso l’Ospedale Civile di Cremona. Il prof. Bottini si considera il «figlio adottivo» di Teresa. Rivolgendo la parola a Marisa, le disse, che non doveva preoccuparsi di niente, l’avrebbe operata lui a distanza di un mese. Da circa tre anni Marisa era in lista d’attesa per l’intervento e ci chiedevamo perché venisse sempre rimandato. Così Marisa fu operata e, dopo un periodo di convalescenza, ritornò a casa di Teresa.

Il 2015 passò e nel mese di febbraio dello scorso anno avvenne una concomitanza di situazioni che cambiò il corso degli eventi. Marisa era di nuovo in ospedale per un nuovo intervento chirurgico. Nello stesso periodo Teresa cadde in casa, procurandosi una frattura. Ciò fece sì che entrambe si trovassero contemporaneamente in ospedale. Andando ogni giorno in ospedale a trovare mia moglie, iniziai pure a fare visita a Teresa. Fin dal primo incontro, le chiesi se potevo pregare per lei. Mi rispose subito, spontaneamente: «Ma certamente». Dal giorno successivo, le mie visite a Teresa furono regolari per tutto il periodo della spedalizzazione. Le portai il libro La via migliore e il libro che avevo scritto sulle origini della chiesa avventista di Cesena. Essendo una grande lettrice, trascorse il tempo della riabilitazione dedicandosi alla lettura di questi due libri. Un giorno, tra l’altro, mi disse che quando sarebbe uscita, mi avrebbe parlato di una cosa molto importante. E ciò avvenne.

Nel corso della mia prima visita pastorale al suo rientro a casa, Teresa mi disse: «Ho letto attentamente i libri che mi hai dato e sono arrivata a questa conclusione: voglio accettare Gesù come mio personale Salvatore e voglio studiare la Bibbia per conoscerlo meglio». Dopo aver ascoltato attentamente e con profonda gratitudine la testimonianza di conversione di Teresa, le feci dono della mia Bibbia personale come segno di un legame spirituale che si era instaurato. Esternò anche il suo profondo desiderio di conoscere e di partecipare al culto comunitario. Nel mese di giugno dello scorso anno, in occasione di una festa battesimale distrettuale, con profonda emozione, Teresa rispose all’appello che rivolsi ai presenti, venendo davanti al fonte battesimale.

Da quei meravigliosi momenti, Teresa è diventata un’assidua frequentatrice della chiesa e attenta studiosa della Scuola del Sabato. Piano piano, riportò alla memoria situazioni e ricordi del passato che avevano, in un certo senso, aperto la sua strada verso Gesù: la testimonianza di fede che aveva ricevuto dal defunto marito, Felice Abitanti, noto pittore di Cremona, il quale le aveva parlato tante volte di Gesù, il Cristo, unico Salvatore; e, ancora, scoprì che aveva trascorso diversi anni della sua giovinezza giocando e vivendo una splendida amicizia con i figli della famiglia De Meo; era poi entrata nel gruppo di amici di cui facevano parte anche due ragazzi che sarebbero poi diventati futuri pastori avventisti, Giuseppe De Meo ed Ermanno Garbi.

Sabato 18 marzo, la sorella Teresa Rebecchi, vedova Abitanti, è scesa con gioia nel fonte battesimale della nostra comunità di Cremona, per testimoniare la sua fede in Cristo, in seno alla sua nuova famiglia spirituale, coronando il grande sogno della sua vita. Già, le vie del Signore sono infinite e… meravigliose!


Questa è la testimonianza di fede scritta e letta da Teresa in occasione del suo battesimo.
Vengo da una cultura laica, ma poi ho incontrato una persona speciale, il mio pastore Franco. Quando ero in ospedale, veniva a trovarmi e faceva per me una preghiera. Poi mi ha parlato della Bibbia e del Signore in un modo molto diverso dai cattolici.

Non sono obbligata a chiedere a un sacerdote di intercedere per me, se voglio parlare con il Signore. Ho cercato il Signore e mi ha risposto, la sua presenza nella mia vita è meravigliosa, anche nei momenti difficili, mi sento ugualmente serena e in pace.

Questo nuovo modo di conoscere il Signore mi ha cambiato la vita. A me bastano anche piccole cose per sentire la grandezza e la potenza del Signore. Al mattino mi basta aprire la finestra e vedere l’alba per sentirmi felice. Davanti alla mia casa c’è un grande giardino e la bellezza degli alberi, dei fiori, degli uccelli, di un ulivo di 450 anni, mi fanno pensare all’Eden.

Ringrazio il mio caro pastore per il grande aiuto che mi dà. Ringrazio anche i miei fratelli e le mie sorelle della chiesa perché mi hanno accolto con affetto e qui mi sento in una grande famiglia.


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