Il Messaggero avventista online/Notizie Avventiste – Il 16 aprile 1963 Martin Luther King scrisse la sua famosa “Lettera da Birmingham”, celebre manifesto per i diritti civili. Il pastore battista si

Il Messaggero avventista online/Notizie Avventiste – Il 16 aprile 1963 Martin Luther King scrisse la sua famosa “Lettera da Birmingham”, celebre manifesto per i diritti civili. Il pastore battista si trovava in prigione per aver partecipato alla manifestazione contro la segregazione razziale. Nel suo messaggio rivolto ai “colleghi pastori della Chiesa” che lo avevano accusato di portare avanti azioni “poco sagge e intempestive”, King spiegò il senso cristiano della nonviolenza, della lotta per i diritti umani e l’integrazione razziale. Bellissima lettera che contiene la sua famosa frase: “L’ingiustizia, da qualunque parte si trovi, è una minaccia per la giustizia da qualunque altra parte”.
A cinquant’anni da quella lettera, si è tenuto un evento ecumenico a Birmigham con la partecipazione dei dirigenti cristiani di tutti gli Stati Uniti. Promosso dall’organizzazione Christian Churches Together (Chiese cristiane insieme), l’evento commemorativo è stato celebrato presso la St. Paul United Methodist Church di Birmingham. La celebrazione dei cinquant’anni di questa lettera giunge a pochi giorni dal 45° anniversario della morte di Martin Luther King, nato ad Atlanta il 15 gennaio 1929 e assassinato a Memphis il 4 aprile 1968.
“Di fronte a questi martiri della resistenza cristiana evangelica all’ingiustizia, rimane per noi l’esempio di quale tenace fermezza bisogna opporre nel nome del Vangelo a ogni discriminazione umana, perpetrata sovente da maggioranze silenziose e arroganti verso minoranze inermi e non rappresentate”, ha affermato Davide Romano, direttore aggiunto del dipartimento Libertà religiosa della chiesa avventista italiana, commentando l’evento.
“La discriminazione non si manifesta soltanto con azioni violente ma anche semplicemente con il mancato riconoscimento pubblico di certi diritti inalienabili della persona. A questo riguardo, mi chiedo se nel nostro paese oggi il mancato riconoscimento della piena dignità umana e giuridica dell’amore omosessuale, tanto per fare un esempio, non rappresenti il punto di innesco di una violenza omofoba che a più riprese si manifesta in seno alle nostre metropoli e verso la quale chi guarda commosso a Martin Luther King, e prima di lui a Dietrich Bonhoeffer, e prima ancora a Gesù Cristo crocifisso non debba attivare una resistenza culturale, politica e spirituale. Cioè una resistenza cristianamente motivata”, ha aggiunto Romano.
Il pastore King è l’unico cittadino americano ricordato ogni anno con una giornata di vacanza, il Martin Luther King Day cade il terzo lunedì del mese di gennaio, la data più vicina al giorno della sua nascita.
Secondo il past. Davide Romano, il protestantesimo nel secolo scorso ha donato due (almeno) splendide anime alla lotta per i diritti umani e contro ogni forma di discriminazione, precisamente due pastori, il luterano Dietrich Bonhoeffer (1906-1945) e il pastore battista Martin Luther King. Entrambi morirono a trentanove anni, avendo ingaggiato una strenua resistenza nei confronti di due differenti forme di violenza – la violenza cieca del nazismo, maggiormente – ma non esclusivamente- proiettata sugli ebrei e la segregazione razziale dei neri negli USA- che provocavano dolore e sofferenza in uomini e donne colpevoli solo di esistere in quanto ebrei (o zingari, o gay, ecc), o in quanto neri. Benché entrambi, Bonhoeffer e King, simpatizzassero molto per la resistenza non violenta di Gandhi, soltanto il secondo riuscì effettivamente a mantenere fino in fondo tale metodo. Bonhoeffer, di fronte all’orrore della dittatura nazista, non ricusò la possibilità di un’azione di forza, entrando così nella cospirazione, per interrompere la micidiale dominazione di Hittler.
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