Parma. Cinque anni di laboratorio compiti

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Parma. Cinque anni di laboratorio compiti

Patrizia Evola – Sono trascorsi quasi cinque anni di servizio e vorrei condividere almeno una piccola esperienza di quanto viviamo a Parma con…

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Patrizia Evola – Sono trascorsi quasi cinque anni di servizio e vorrei condividere almeno una piccola esperienza di quanto viviamo a Parma con quello che il Comune ha denominato “laboratorio compiti”. Quando, durante l’incontro avuto con i responsabili, il past. Daniele La Mantia ha dato la disponibilità della nostra comunità a partecipare al progetto, ha proposto alcuni cambiamenti, spiegando le ragioni per cui non potevamo essere solamente dei tutor per aiutare a fare i compiti assegnati agli alunni dai loro insegnanti. Ha proposto che fossero inviati al nostro punto di servizio i bambini e i ragazzi con bisogni specifici: integrazione, situazioni familiari particolari, difficoltà di apprendimento e così via.

Oggi posso affermare che questa scelta di non respingere tout court la proposta del Comune, ma di accettarla con diversa priorità e visione, sta dando i suoi frutti e offre a noi volontari le soddisfazioni intraviste a suo tempo.

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T. entra nella sala dove svolgiamo il laboratorio compiti. I suoi occhi sono smarriti e non pronuncia una parola. Le domando: “Come ti chiami? Come si chiama la tua sorellina?”. Ma non ricevo risposta. I genitori mi spiegano che ha alcune difficoltà a scuola e, in genere, nelle relazioni sociali, e quindi sperano molto nel nostro aiuto.

Pochi giorni prima ero stata invitata dalla coordinatrice del progetto a una riunione con l’assistente sociale, la psicologa e la logopedista, proprio per capire quali problemi ci fossero e in che modo poter aiutare meglio questa bambina. Scopro che T. è arrivata dalla Costa d’Avorio due anni fa ed è stata inserita immediatamente nella scuola elementare. La difficoltà di non conoscere la lingua, il paese diverso dal suo, l’ambiente, i diversi usi e costumi, oltre alle difficoltà familiari dovute alla mancanza di lavoro, hanno creato in lei grossi problemi e il rifiuto per lo studio che vede come un ostacolo insormontabile.

La coordinatrice d

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el progetto l’aveva inviata da noi proprio perché, grazie all’agenzia umanitaria avventista, ADRA Italia, che ha accolto il progetto presentato dal nostro pastore, abbiamo gli strumenti compensativi (notebook, stampante e software di apprendimento specifico) per bambini con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento). Inoltre, “voi siete i più adatti e avete l’ambiente adatto perché questa bambina ha bisogno di socializzare oltre che dell’aiuto scolastico”, aveva evidenziato la coordinatrice.

Appena arrivata, dopo i saluti di rito, mi siedo accanto a T. e cerco di fare amicizia. Le dico che non deve avere paura, è fra amici. Piano, piano alza gli occhi e finalmente mi guarda. Le prendo la mano e mi dice il suo nome. Abbiamo rotto il ghiaccio e siamo entrate in contatto… Ora frequenta il nostro punto del laboratorio compiti da un mese e già notiamo dei miglioramenti a livello di relazioni, quelli scolastici verranno sicuramente con il tempo. Quando mi vede, mi corre incontro e mi abbraccia forte, con un gran sorriso. Ora riesce a stare anche con gli altri volontari. Ed è un grande passo.

Molto c’è ancora da fare, ma questa è l’opera che svolgiamo ogni sabato pomeriggio con i nostri meravigliosi bambini. È questo che mi dà l’energia per continuare, è questo che mi dà la gioia del servizio. Ogni sabato pomeriggio, quando incontriamo la sofferenza e le difficoltà, e possiamo fare del bene, capisco meglio il senso del nostro sabato.

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Sabato 13 febbraio, il nostro laboratorio compiti ha avuto la gioia e l’onore di ricevere la visita del sindaco della città, Federico Pizzarotti, accompagnato dal viceprefetto, Vincenzo Pasqua. Il progetto è sostenuto dal Comune e sono 12 i punti del laboratorio compiti in città, uno dei quali è proprio quello gestito da noi, nella nostra chiesa, per i bambini con difficoltà di inserimento sociale, problemi familiari o di apprendimento.

I bambini sono rimasti molto colpiti e hanno accolto con gioia e sorrisi i nostri ospiti. Il sindaco ha potuto vedere personalmente il servizio che svolgiamo e soprattutto gli strumenti compensativi per i bambini con DSA che ADRA Italia ci ha fornito. Apprezzamenti li abbiamo ricevuti anche dal viceprefetto che porterà con sé l’esperienza vissuta con noi. È bello servire ed è bello vedere come il nostro servizio sia utile e apprezzato.


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