Prevenire il suicidio: un imperativo globale. Primo Rapporto mondiale dell’Oms

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Prevenire il suicidio: un imperativo globale. Primo Rapporto mondiale dell’Oms

Presenta statistiche e azioni di prevenzione per governi e associazioni. Apprezzamento della Chiesa avventista per il documento  Notizie Avventiste – L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato, all’inizio di questo mese,

N31-Rapporto OMS suicidi
N31-Rapporto OMS suicidi

Presenta statistiche e azioni di prevenzione per governi e associazioni. Apprezzamento della Chiesa avventista per il documento

Notizie Avventiste – L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato, all’inizio di questo mese, il primo rapporto sulla prevenzione del suicidio, che offre statistiche a governi e Ong, e suggerisce azioni di prevenzione. Il documento, intitolato “Prevenire il suicidio: un imperativo globale”, è stato molto apprezzato dai dirigenti delle Chiesa avventista, che lo ritengono un valido strumento per promuovere la prevenzione di quella che deve essere ritenuta una priorità in tutti i paesi, in cima all’agenda della salute pubblica.

Il dott. Peter Landless, direttore dei Ministeri della Salute della denominazione a livello mondiale, ha affermato che lo stigma sociale legato al suicidio potrebbe essere ridotto con una maggiore sensibilizzazione nella società e nelle organizzazioni religiose, e ciò permetterebbe alle persone di cercare aiuto più facilmente.

“Dobbiamo parlarne, dobbiamo essere a disposizione delle persone perché vedano la Chiesa come un rifugio sicuro, quindi se si sentono senza speranza devono sapere che hanno un posto dove venire a trovare la speranza in Gesù Cristo e uno scopo rinnovato”, ha spiegato Landless, che ha aggiunto: “È per questo che esistiamo come Chiesa”.

I membri di chiesa e i dirigenti possono sostenere questo impegno riconoscendo la depressione, offrendo l’esempio di uno stile di vita equilibrato e invitando le persone ad astenersi dal consumo di sostanze nocive, come l’alcol, al fine di mantenere la salute mentale e il benessere emotivo.

Il dott. Peter Landless ha partecipato, insieme con una delegazione di cinque dirigenti avventisti, alla presentazione del rapporto, presso la sede dell’Oms a Ginevra, all’inizio di questo mese. Con lui erano anche Valerie Dufour, direttore dei Ministeri della Salute nella regione Intereuropea della Chiesa; Bernard Davy, primario della clinica La Ligniere, in Svizzera; Carlos Fayard, professore di psichiatria all’Università Loma Linda; e Beverly Fibbie, decano di Behavioral Health Sciences alla Loma Linda.

Il rapporto dell’Oms afferma di fornire “una conoscenza globale basilare sui tentativi di suicidio e sui suicidi stessi per dare una guida ai governi, ai responsabili politici e alle parti interessate”, ma anche suggerisce azioni che i paesi possono prendere in considerazione in rapporto al proprio contesto e alla quantità di risorse.

“Con interventi tempestivi ed efficaci, la cura e il sostegno, si possono prevenire sia i suicidi sia i tentativi di suicidio”, ha spiegato Margaret Chan, direttore generale dell’Oms, in un comunicato.

Cinque i punti fondamentali nel rapporto:

– I suicidi hanno un alto prezzo. Sono più di 800.000 i casi all’anno su scala globale, la maggior parte dei quali (circa il 75 per cento) avvengono nei paesi a basso e medio reddito. Il suicidio è la seconda causa di morte nei giovani tra 15 e 29 anni. Ci sono indicazioni che per ogni adulto morto per suicidio, ci possono essere stati oltre 20 che lo hanno tentato.

– I suicidi sono prevenibili. Perché le risposte nazionali siano efficaci, è necessaria una strategia di prevenzione coordinata globale, che richieda un impegno nel settore della sanità, dell’istruzione, dell’occupazione, del benessere sociale e ai dipartimenti giudiziari.

– Ridurre l’accesso ai mezzi di suicidio funziona. Una strategia efficace per prevenire suicidi e tentati suicidi è quella di ridurre l’accesso ai mezzi più comuni usati a tale scopo, come pesticidi, armi da fuoco e alcuni farmaci.

– I servizi di assistenza sanitaria devono incorporare la prevenzione del suicidio quale componente essenziale. I disturbi mentali e l’uso nocivo di alcol contribuiscono a molti suicidi in tutto il mondo. L’identificazione precoce e la gestione efficace sono fondamentali per garantire che le persone ricevano le cure di cui hanno bisogno.

– Le comunità svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione del suicidio. Possono fornire sostegno sociale alle persone vulnerabili e predisporre piani di follow-up, con contatti regolari, anche per telefono o con visite a domicilio, per combattere lo stigma verso chi ha tentato il suicidio e sostenere coloro che sono in lutto.

Per ulteriori informazioni sul rapporto, visitare il sito web dell’Oms, cliccando qui.


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