Quando i cuori si spezzano

Spiritualità

Redazione HopeMedia Italia
Quando i cuori si spezzano

La tragedia della perdita lascia senza parole. Come donare conforto nel lutto? In occasione del Giorno del Ricordo (10 febbraio) dedicato alle vittime delle foibe, proponiamo un articolo che riflette sul dramma della sofferenza e sulla speranza nella sorgente della vita. Karen Holford – Il telefono squilla. La notizia è scioccante e devastante. Qualcuno che […]

La tragedia della perdita lascia senza parole. Come donare conforto nel lutto?
In occasione del Giorno del Ricordo (10 febbraio) dedicato alle vittime delle foibe, proponiamo un articolo che riflette sul dramma della sofferenza e sulla speranza nella sorgente della vita.

Karen Holford – Il telefono squilla. La notizia è scioccante e devastante. Qualcuno che conosci ha perso una persona amata. Vuoi fargli sapere che partecipi al suo dolore, ma da dove iniziare? Come puoi trasmettere l’amore e la cura di Dio nella vita di chi è in lutto?

Prima di camminare accanto a un amico che ha perso qualcuno, rifletti in preghiera sulle tue convinzioni riguardo alla morte, al dolore e al conforto. Hai mai vissuto un lutto? Quali emozioni hai provato? Come hai affrontato quei sentimenti? Cosa hanno detto o fatto le persone per confortarti e cosa, invece, ti ha fatto stare peggio? In quale modo la tua relazione con Dio ti ha dato sollievo? Quali versetti della Bibbia hanno lenito il tuo dolore?

Forse hai costruito un guscio protettivo intorno al tuo cuore per non farlo soffrire più. Ti è difficile provare compassione per gli altri perché non ne hai ricevuto quando ne avevi bisogno? A che punto sei nel tuo percorso di guarigione? Sono domande importanti e difficili da fronteggiare quando incontriamo la sofferenza nella vita di un’altra persona. È difficile confortare bene gli altri se noi stessi non abbiamo ricevuto consolazione.

La fonte della vita
Il nostro amorevole Padre sa che abbiamo bisogno di conforto per aiutarci a elaborare il dolore estremo di vivere in un mondo spezzato. Dio stesso è la fonte di questo sollievo. È il “Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinché, mediante la consolazione con la quale siamo noi stessi da Dio consolati, possiamo consolare quelli che si trovano in qualunque afflizione” (2 Corinzi 1:3, 4). Prima di confortare gli amici in lutto, i nostri stessi cuori devono ricevere la consolazione di Dio Padre compassionevole, in modo che possiamo offrire agli altri il suo conforto che cura.

Immagina di essere seduto in braccio al Signore mentre gli racconti il dispiacere più profondo. Lui è pieno di compassione per la tua dolorosa perdita. Il suo cuore d’amore è così forte da contenere tutto ciò che provi, come rabbia, frustrazione, tristezza, paura, confusione, e le domande più difficili.

Quando gli esprimi le tue emozioni multiformi e tumultuose, il Padre ti stringe forte al suo cuore e ti sussurra parole di conforto all’orecchio. I singhiozzi si placano e puoi sentire il suo battito d’amore per te. È il Dio che raccoglie ogni lacrima che cade (Salmo 56:8) e desidera ardentemente che arrivi il giorno in cui asciugherà personalmente tutte le tue lacrime con le sue mani amorevoli (Apocalisse 21:4). Nel momento in cui riceviamo il conforto di Dio, siamo pronti ad aiutarlo a portare consolazione agli altri. Gesù disse ai suoi discepoli: “Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati” (Matteo 5:4). E Paolo ci ha invitato a “piangere con quelli che piangono” (Romani 12:15).

Di seguito, alcuni suggerimenti per aiutarvi a confortare chi soffre.
Prega perché tu possa essere un canale della consolazione amorevole di Dio nel dolore del prossimo. Continua ad ascoltare ciò che il Consolatore ti ispira a dire e a fare. “ma il Consolatore, lo Spirito Santo… vi ricorderà tutto quello che vi ho detto” (Giovanni 14:26).

Stai vicino a chi è in lutto. Sii le braccia amorevoli e rassicuranti di Dio. Se è possibile, dai un abbraccio. Spiega che è come l’abbraccio di Dio, per mostrare quanto il Signore si prenda cura di chi soffre in questo momento.

Prima di tutto ascolta. Presta attenzione alla storia e alle emozioni di chi è in lutto. Ascolta con pazienza, mantieni il contatto visivo, offri un fazzoletto, accetta lo sconcerto, la rabbia e il dolore profondo. È normale che le persone dicano cose che normalmente non affermerebbero. Lasciale andare. Non giudicare ciò che viene detto o fatto nei momenti di perdita angosciante. Aggiungerebbe solo altro dolore.

Non offrire spiegazioni o consigli. Non dire “non essere triste” perché abbiamo una speranza futura. Non sarà utile. Una persona in lutto ha difficoltà ad accedere alla propria mente razionale e fiduciosa. Ha grande bisogno di ricevere parole gentili e azioni immediate che leniscano il dolore, e stimolare il rilascio di ossitocina che aiuta a guarire il cuore. Quando qualcuno cerca di “risolvere” rapidamente la tristezza, di solito provoca più ferite, disagio e sofferenza. Parole inopportune possono causare ferite profonde che durano tutta la vita. “Nessuna cattiva parola esca dalla vostra bocca, ma se ne avete qualcuna buona, che edifichi secondo il bisogno, ditela, affinché conferisca grazia [benedizione] a chi l’ascolta” (Efesini 4:29).

Essere presente accanto a un amico in lutto è di grande conforto. Piangere con lui è molto terapeutico: manifesta che condividiamo la sua tristezza e la sua perdita. Partecipare al cordoglio significa: “Sono triste perché tu lo sei”, “La tua perdita tocca profondamente il mio cuore”, “Non ho parole per esprimere quanto tenga a te. Voglio solo esserti vicino in questo momento”. Usa parole semplici e sincere. È meglio tacere e condividere lo sconforto piuttosto che parlare e ferire.

Ogni persona affronta il lutto in modo unico, in base a come la sua famiglia vive il dolore, alle aspettative culturali, alla personalità, alle esperienze precedenti di perdita e conforto, e al percorso personale di ogni singola fine. Non spaventarti per le emozioni intense o per le parole di chi vive questo dolore. Accetta i suoi sentimenti e il processo del lutto fatto di alti e bassi, di passi avanti e indietro. Sii presente, anche negli anni a venire, quando la sua tristezza potrebbe riemergere inaspettatamente.
Immagina di essere al suo posto e pensa a ciò di cui avresti più bisogno. Può essere d’aiuto suggerire due o tre cose che potresti fare per lui, e lasciare che scelga quella che ritiene più utile. Una persona vicina che si preoccupa delle necessità altrui può fornire un’assistenza più pratica e compassionevole nella tragedia.

Il percorso del lutto è lungo. Resta in contatto, ascolta, prega ed esprimi il tuo affetto. Aiuta a vivere momenti di amicizia, gioia e pace anche nella tristezza, per dare speranza, guarigione e scintille di luce nel buio.
Rifletti. Cosa è andato bene? In che modo la persona è stata benedetta e confortata? Cosa potrei dire o fare in modo diverso la prossima volta?
Prega così: “Dio, aiutami a essere il miglior sostegno possibile, insieme con te, nei luoghi di dolore di questo mondo sofferente. Amen”.

(Karen Holford è direttrice dei Ministeri Femminili, della Famiglia e in favore dei Bambini presso la Regione transeuropea della Chiesa avvesta, con sede a Londra. Holford è anche psicologa e terapeuta familiare).
[Fonte: adventistreview.org / Tradotto da Veronica Addazio]

Il Giorno del Ricordo 
Le foibe sono profonde cavità verticali tipiche del territorio carsico del Friuli-Venezia Giulia e dell’Istria. Nel corso del tempo, tuttavia, il termine ha assunto un significato più tragico, diventando simbolo dei massacri compiuti tra il 1943 e il 1947 dai partigiani jugoslavi, vittime dei quali furono migliaia di cittadini italiani. Il Giorno del Ricordo è un atto di giustizia verso uomini, donne, bambini e anziani che furono brutalmente uccisi o costretti a lasciare le loro terre. Riconoscere il loro sacrificio è un dovere morale. Radio RVS-Accendi la speranza ne ha parlato con il pastore emerito Francesco Mosca, del mensile Il Messaggero Avventista e segretario generale delle Amicizie ebraico-cristiane in Italia.
Clicca qui per ascoltare l’intervista.


    Redazione HopeMedia Italia

    Argomenti

    Articoli correlati