Betty Ambrosetti – Lo scorso 11 gennaio, gli scout Aisa della chiesa avventista di Roma Appia hanno ripreso le attività con un evento molto speciale: la visita ad una Casa-famiglia. Eravamo molto emozionati nell’attesa di questa giornata! Così, all’orario convenuto, ci siamo messi in cammino. Alle ore 15.00, con indosso la divisa scout, eravamo davanti […]
Betty Ambrosetti – Lo scorso 11 gennaio, gli scout Aisa della chiesa avventista di Roma Appia hanno ripreso le attività con un evento molto speciale: la visita ad una Casa-famiglia. Eravamo molto emozionati nell’attesa di questa giornata! Così, all’orario convenuto, ci siamo messi in cammino. Alle ore 15.00, con indosso la divisa scout, eravamo davanti all’Istituto, curiosi di scoprire chi avremmo trovato dietro quel portone verde.
Presto siamo stati ricevuti dalla suora responsabile, madre Michelia, che, con una bella accoglienza, ci ha introdotto nel loro mondo fatto di storie di ragazze e ragazzi provenienti da famiglie in difficoltà, che hanno trovato nell’Istituto aiuto, futuro, ma soprattutto amore. Ci ha fatto poi visitare la struttura e ci ha raccontato la storia di questa istituzione.
La congregazione delle Figlie del Divino Zelo è stata fondata dal sacerdote Annibale Maria di Francia [1851 – 1927], nato e vissuto a Messina. Egli operava ad Avignone, uno dei quartieri più poveri della città siciliana, in favore delle persone più vulnerabili, in modo particolare dei giovani e dei bambini. Oggi questa istituzione è presente in tutto il mondo e porta avanti la missione del suo fondatore: “La promozione umana e cristiana dell’infanzia e della gioventù più povera e bisognosa, e ne cura la preparazione professionale e l’inserimento sociale”.
Una grande missione che affonda le sue radici nella Bibbia dove Dio richiama il suo popolo a prendersi cura degli orfani e delle vedove, per dare loro un avvenire e una speranza.
A Roma, l’Istituzione è presente dagli anni ‘30. Attualmente la Casa-famiglia, in passato definita orfanotrofio, ospita una ventina di ragazzi e ragazze dai 5 ai 17 anni, in affidamento ed in attesa di tornare nelle loro famiglie d’origine oppure di essere adottati.

È con questi ragazzi che i nostri scout si sono incontrati e hanno fatto amicizia nei momenti di gioco e dialogo. Alla fine della visita, abbiamo formato un grande cerchio in cui potevamo vedere i visi felici di bambini e adulti. Tante sono state le espressioni di soddisfazione, dopo questo pomeriggio trascorso insieme.
“Mi è piaciuto tanto fare amicizia con la compagna che mi è capitata” ha detto Elettra, una dei nostri scout Tizzoni (6-11 anni). “Vorrei tornare tante altre volte qui!” ha aggiunto Alice con entusiasmo.
Visitare strutture simili (Case-famiglia, case di riposo o istituzioni simili) fa parte del programma annuale dell’Aisa. Queste attività puntano ad arricchire il percorso di vita dello scout, attraverso la conoscenza e l’amicizia con altri coetanei, mediante iniziative di socializzazione, gioco e scambio di esperienze.
La Mission dell’Aisa, “Guidare i giovani in un rapporto di relazione salvifica in Gesù Cristo e aiutarli a rispondere alla sua chiamata al discepolato”, ci interpella ad essere attivi nel costruire percorsi esperienziali che aiutino i ragazzi a vivere i valori del vangelo in modo pratico, attraverso momenti come questi che permettano l’incontro e la scoperta dell’altro. Perché l’amore di Gesù, come espresso da madre Michelia, si manifesta concretamente nell’amore verso il prossimo, quello che ci sta accanto ogni giorno.
Due missioni che s’incontrano nella Parola di Dio e vanno nella stessa direzione come le facce di una stessa medaglia: “La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo” (Giacomo 1:27).
Il pomeriggio si è concluso con una bella merenda e la ricchezza di avere trovato nuovi amici.
[Foto pervenuta dalla comunità in oggetto]




