Sabato 29 novembre, il gruppo dei Compagnon della chiesa avventista di Sesto San Giovanni (MI), composto da dieci giovani dai 16 ai 20 anni, ha guidato l’intera giornata di culto, dalla liturgia del mattino alla serata comunitaria. Con entusiasmo e autenticità, hanno voluto mostrare che la chiesa può essere un luogo dove anche il dubbio […]
Sabato 29 novembre, il gruppo dei Compagnon della chiesa avventista di Sesto San Giovanni (MI), composto da dieci giovani dai 16 ai 20 anni, ha guidato l’intera giornata di culto, dalla liturgia del mattino alla serata comunitaria. Con entusiasmo e autenticità, hanno voluto mostrare che la chiesa può essere un luogo dove anche il dubbio trova casa e diventa occasione di crescita nella fede.
La giornata è iniziata con un gesto simbolico. All’ingresso, i ragazzi hanno offerto tisane calde e biscotti come segno di accoglienza. Un modo per ricordare che il culto comincia già sulla porta della chiesa, nell’incontro tra persone che si accolgono a vicenda. Anche la liturgia del sabato mattina è stata semplificata, privilegiando la sostanza rispetto alla forma, per favorire un’esperienza di fede più autentica e partecipata.

Il tema scelto “E se il dubbio fosse il trampolino per qualcosa di più grande?” ha toccato un aspetto spesso taciuto nella vita spirituale. I giovani hanno raccontato il desiderio di una chiesa in cui sia possibile esprimere le proprie domande senza sentirsi giudicati. La predicazione, tenuta da Paolo Naso e Federico Bovo, ha posto al centro tre verità bibliche ispirate ai Vangeli di Marco, capitolo 9, e di Giovanni, capitolo 20:
– Il dubbio non è contro Dio, ma davanti a Dio;
– Gesù risponde alla sincerità, non alla perfezione;
– La comunità è il luogo dell’incontro tra fede e incertezze.

Come ha sottolineato il direttore locale dei Compagnon, Davide Naso, i ragazzi non vogliono criticare, ma costruire una chiesa più accogliente, capace di accompagnare anche chi attraversa un periodo difficile. Durante il culto si sono resi disponibili ad ascoltare, pregare e condividere con chiunque volesse aprirsi, offrendo un segno concreto di fraternità.
La giornata si è conclusa con una cena comunitaria preparata dalle ragazze del gruppo per raccogliere fondi a sostegno delle attività dei Compagnon. Sessanta persone hanno partecipato alla serata, tra cibo, giochi e momenti di condivisione, in un clima di gioia e amicizia.

Quando ai giovani viene data fiducia e spazio per proporre e guidare, la chiesa scopre nuove energie e cresce in autenticità. Il sogno è quello di una comunità dove ciascuno possa dire, senza timore e sapendo di essere accettato e amato: “Signore, credo; aiuta la mia incredulità”.
Davide Naso
[Foto pervenute dalla comunità in oggetto]




