Magda Latino – Dal 1° al 3 maggio, nel centro “Le Sorgenti” di Vallegrande, Piazza Armerina (EN), si è svolto il ritiro spirituale dal titolo “Elogio dell’accoglienza”, a cui hanno partecipato le chiese avventiste di Catania, Augusta e Lentini. Un paesaggio incantevole e una natura incontaminata hanno fatto da sfondo ai tre giorni trascorsi all’insegna […]
Magda Latino – Dal 1° al 3 maggio, nel centro “Le Sorgenti” di Vallegrande, Piazza Armerina (EN), si è svolto il ritiro spirituale dal titolo “Elogio dell’accoglienza”, a cui hanno partecipato le chiese avventiste di Catania, Augusta e Lentini.
Un paesaggio incantevole e una natura incontaminata hanno fatto da sfondo ai tre giorni trascorsi all’insegna della preghiera, della meditazione, del confronto, della gioia e soprattutto dell’accoglienza.

Quante volte ci troviamo in situazioni in cui veniamo accolti con fratellanza e calore? Altre volte, invece, questo non succede e ci sentiamo a disagio, e fuori luogo. Può accadere anche a noi di non riuscire a essere pienamente ospitali nei confronti del nostro prossimo e magari non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Questo è stato il tema centrale dell’incontro, capire quale tipo di accoglienza noi, come comunità, riusciamo a dare a chi ci è accanto, a chi si presenta davanti a noi con richieste semplici o importanti, o interagisce con noi anche solo per dialogare.

Com’è la nostra accoglienza?
Grazie ai due relatori speciali, i pastori Abigaela Trofin e Alan Gentil, abbiamo cercato di comprendere come migliorare il nostro modo di accogliere. Entrambi i pastori hanno saputo trasmettere l’importanza del valore dell’accoglienza, attraverso la lettura di testi biblici, le preghiere, i canti e il racconto di esperienze da loro vissute. Sono stati momenti toccanti e profondi, in cui ci siamo resi conto di quanto fosse difficile, nel momento in cui ci troviamo ad accogliere, non cadere nel pregiudizio o nell’interesse personale, anche se fatto in buona fede.

“La nostra comunità come accoglie coloro che si avvicinano?” è stata la domanda posta e alla quale abbiamo dato una risposta. Divisi in gruppi, abbiamo vissuto momenti di confronto, di studio, di preghiera, ma anche di gioia e gioco. Adulti e bambini si sono dimostrati aperti al dialogo e alla scoperta di quanti modi esistono per accogliere: con i gesti, con le parole e, soprattutto, con l’ascolto.

Riuscire ad ascoltare senza giudicare, a capire le esigenze dell’altro senza porci in una posizione di superiorità o di arroganza, aiutare nel modo in cui è meglio per l’altro e non per noi. Non sempre è facile, ma possiamo impegnarci, chiedendo a Dio di aprire la nostra mente e illuminare i nostri gesti.
Ogni giorno abbiamo la possibilità di accogliere e allo stesso tempo di essere accolti; facciamolo con umiltà, ricordandoci di donare agli altri quello che vorremmo ci fosse donato: fratellanza, comprensione e amore.

[Foto: Abigaela Trofin]




