Dipendenza da sigarette o “svapo”. Come intervenire con un approccio integrato. “Posso smettere quando voglio”. È una frase che molti fumatori pronunciano con convinzione, spesso per rassicurare loro stessi o chi gli sta accanto. Ma dire “no” al fumo è davvero solo una questione di volontà? La realtà, suffragata da anni di studi e di […]
Dipendenza da sigarette o “svapo”. Come intervenire con un approccio integrato.
“Posso smettere quando voglio”. È una frase che molti fumatori pronunciano con convinzione, spesso per rassicurare loro stessi o chi gli sta accanto. Ma dire “no” al fumo è davvero solo una questione di volontà? La realtà, suffragata da anni di studi e di esperienza clinica, è molto più complessa.
La dipendenza non è solo un’abitudine
Il fumo non è semplicemente un gesto o una cattiva abitudine, è una vera e propria dipendenza, che coinvolge sia componenti fisiche sia psicologiche. La nicotina agisce sul cervello, creando un meccanismo di ricompensa che rende difficile interrompere il consumo senza un adeguato supporto. A questo si aggiungono fattori emotivi, sociali e comportamentali. La sigaretta diventa spesso un rituale legato allo stress, alla pausa e alla socialità.
La sola volontà, quindi, pur fondamentale, spesso da sola non basta. Senza strumenti e strategie adeguate, il rischio di ricaduta resta elevato con conseguenze nocive sulla salute propria e di chi respira accanto a noi. Il fallimento dei tentativi individuali influisce sulle probabilità future di ritentare di smettere, riducendo l’autostima e la fiducia nella propria possibilità di guarigione dal fumo.

Un percorso strutturato di liberazione
La chiesa avventista, fin dal 1973 si è impegnata nella lotta al fumo di sigaretta: il “Piano dei 5 giorni”, storicamente il primo a proporre un metodo di auto-mutuo aiuto che registrava più del 90% di successo tra i partecipanti, ha sostenuto più di 60.000 persone. Ma alla prova del tempo ciò che è sopravvissuto di quel metodo importato dagli Stati Uniti, è stato il rogetto “Respira Libero” che dal 1998 ha preso il posto del suo predecessore con l’intento di rispondere alla complessità del presente.
Nel 2019 la Fondazione Vita e Salute ha incominciato un percorso di revisione del programma, ma oggi, dopo più di 6 anni, anche se ancora praticato in un paio di territori, “Respira Libero” non ha trovato la formula corretta tra la sua identità strettamente legata alla comunità avventista e la necessità di offrire al tabagista anche la possibilità di usufruire di strumenti che un tempo non erano disponibili: terapie farmacologiche e approcci psicoterapeutici che sono però appannaggio dei servizi territoriali. A vedere i numeri, è questo l’approccio che aumenta significativamente le probabilità di successo, perché affronta la dipendenza da più angolazioni: biologica, psicologica e sociale.
Questa complessità però non può fermare l’operato della fondazione, che nel frattempo non ha mai smesso di impegnarsi per offrire opportunità di orientamento e informazione per chi cerca di smettere di fumare.
L’ultimo servizio che è sceso in campo proprio a maggio 2026 è in collaborazione con il dott. Biagio Tinghino (nella foto sotto), epidemiologo di grande esperienza che ha ideato “Smetti in 7 mosse”, un percorso gratuito pensato per accompagnare le persone nel processo di cessazione dal fumo.
L’obiettivo è chiaro: offrire una serie di contenuti video che migliorino consapevolezza e preparazione dei tabagisti, e fornisca anche consigli pratici per avviare il proprio percorso di liberazione dal fumo tramite la comprensione dei meccanismi della dipendenza. Il progetto, in pieno stile “evidence based”, fondato sulle prove scientifiche di efficacia, orienta tra i falsi miti che circondano il tema.
Per informazioni e iscrizioni, visita: vitaesalute.it/smetti-di-fumare-in-7-mosse-form
Per ascoltare i contributi del dott. Tinghino su Radio RVS, trovi tutti i podcast qui.

Una priorità globale: la Giornata Mondiale senza Tabacco 2026
Il tema della dipendenza è al centro dell’attenzione internazionale. Per la Giornata Mondiale senza Tabacco che ricorre il 31 maggio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha scelto il titolo: “Unmasking the appeal: countering tobacco and nicotine addiction” (“Svelare l’appeal: contrastare la dipendenza da nicotina e tabacco”). Ne abbiamo parlato anche qui.
Il consumo di tabacco, spiega l’OMS, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per numerose patologie croniche, tra cui malattie cardiovascolari e respiratorie, cancro del polmone e altri tipi di tumore, oltre a condizioni di salute gravemente invalidanti. Ogni anno, oltre 7 milioni di persone nel mondo muoiono a causa del consumo di tabacco.
Anche l’esposizione al fumo passivo costituisce un grave rischio per la salute, causando circa 1,6 milioni di decessi ogni anno a livello globale. Il consumo di tabacco rappresenta il principale rischio evitabile per la salute e la causa più significativa di morte prematura nell’Unione europea, responsabile di quasi 700.000 decessi ogni anno. Circa il 50% dei fumatori muore prematuramente (in media 14 anni prima). Nonostante i notevoli progressi compiuti negli ultimi anni, il numero di fumatori nell’UE rimane elevato: il 26% della popolazione totale e il 29% dei giovani europei di età compresa tra i 15 e i 24 anni fuma.
I prodotti a tabacco riscaldato contengono tabacco ed espongono i consumatori a emissioni tossiche, molte delle quali sono cancerogene e dannose per la salute.
Smettere si può, ma insieme è meglio
L’incoraggiamento che arriva dall’Organizzazione Mondiale della Salute, quindi, è quello di smascherare i meccanismi che rendono il tabacco attraente e promuovere strategie efficaci per ridurne il consumo. La buona notizia è che smettere di fumare è possibile, ma dall’altro lato raramente è un percorso lineare o semplice. Richiede motivazione, certo, ma anche strumenti, sostegno di amici, familiari, specialisti e soprattutto metodo. Dire “smetto quando voglio” genera dissonanza cognitiva e spesso impedisce il primo passo decisivo, che è sempre quello di scegliere di farsi aiutare, anche esprimendo ad alta voce il proprio desiderio di liberarsi davvero dalla sigaretta.
“Smetti in 7 mosse” e rivolgersi alla Fondazione Vita e Salute è un’opportunità per conoscere meglio il problema, affrontarlo con realismo e orientarsi tra i servizi presenti nei territori che possono davvero salvare la vita dal fumo.
[Fonte: Fondazione Vita e Salute]
[Immagine copertina: Sirijit Jongcharoenkulchai, Dreamstime.com]




