E la tragedia dei migranti continua, senza fine Notizie Avventiste – Lunedì 20 aprile, Roberto Vacca, Claudio Coppini e Laura Ferraresi, di Radio Voce della Speranza (RVS), hanno rinunciato alla

E la tragedia dei migranti continua, senza fine
Notizie Avventiste – Lunedì 20 aprile, Roberto Vacca, Claudio Coppini e Laura Ferraresi, di Radio Voce della Speranza (RVS), hanno rinunciato alla consueta trasmissione di “intrattenimento intelligente” . Era ancora fresca la notizia della nuova immensa tragedia consumatasi nel Mar Mediterraneo, dove hanno trovato una morte atroce e vergognosa circa 900 migranti, uomini, donne e bambini ammassati e sigillati nella stiva.
È venuta in mente la provocazione di Martin Luther King: “Non mi fanno paura le parole dei violenti, ma il silenzio degli onesti”. Allora, i tre conduttori di radio RVS di Firenze hanno cominciato a contattare chi da sempre si occupa degli altri, di coloro che sono privati dei più elementari diritti umani. Tante voci per provare a dare senso alla domanda-risposta di Caino, che ci coinvolge personalmente e collettivamente: “Sono forse io il guardiano di mio fratello?”
Ed ecco la voce di don Renato Sacco, coordinatore di Pax Christi, che più volte è stato presente attivamente in Iraq, in quelle aree così martoriate dalla guerra e dal post-guerra.
È seguita quella di Marco Mustacchia, presidente dell’Associazione Arcobaleno, che opera in Sicilia e che si occupa nella propria struttura del recupero di venti minori rifugiati. Dopo di lui, in collegamento da Mazzara del Vallo, è arrivato l’intervento del presidente dell’Associazione Prendiamolaparola, Karim Hannachi, e in contemporanea da Mestre quello del pastore avventista Davide Mozzato. Poi, il direttore dell’Opera Sociale Avventista (OSA), Franco Evangelisti, ha parlato di un progetto in Africa che partirà a settembre, per dare sbocchi di lavoro locale ad alcuni giovani. Non sono mancate le voci degli ascoltatori.
“Alla fine”, conclude C. Coppini, “ci sono tornate in mente le parole di don Renato: ‘Quando sto per lasciare l’Iraq succede tutte le volte. In tanti quando mi incontrano si raccomandano: non dimenticatevi di noi’. Ma non è forse la medesima domanda di Dio: dov’è Abele, tuo fratello?”.
Per ascoltare il programma cliccare qui.
(Foto: Reuters)
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