Tutti i numeri della violenza contro le donne

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Esce l’ultima ricerca dell’Istat: il fenomeno è sempre grave ed esteso ma aumenta anche il numero di chi reagisce e denuncia Gianna Urizio – Numeri che parlano da soli e

N39_ violenza di genere
N39_ violenza di genere

Esce l’ultima ricerca dell’Istat: il fenomeno è sempre grave ed esteso ma aumenta anche il numero di chi reagisce e denuncia

Gianna Urizio – Numeri che parlano da soli e che continuano a stupirci: il 31,5 per cento delle donne in Italia ha subito violenza fisica e/o sessuale durante la vita, vale a dire 6 milioni e 788 mila donne. Lo stesso dato del 2006.

È il primo dato assoluto che emerge dalla nuova ricerca, molto attesa, dell’Istat sulla violenza sulle donne. È un dato assoluto che però va ragionato sulle molte altre novità che la ricerca, svolta tra novembre e dicembre 2014, evidenzia.

Ma certamente non irrilevanti sono le percentuali interne di questo dato assoluto.

Intanto il 20,2 per cento delle donne (4 milioni 353 mila) denuncia violenza fisica, quasi simile è il dato sulla violenza sessuale, il 21 per cento (corrispondente a 4 milioni 520 mila), e il 5,4 per cento denuncia stupri o tentati stupri.

Cercando di definire le violenze, queste si possono identificare in spintonamenti/strattonamenti (11,5 per cento), schiaffi, pugni e morsi (7,3 per cento), colpi con oggetti che possono far male (6,1 per cento), meno frequenti, ma presenti, forme più gravi come tentativi di strangolamento, ustione, soffocamento (1,5 per cento) e la minaccia o uso delle armi (1,7 per cento).

Un quadro che colpisce, soprattutto se accompagnato dai dati su chi commette queste violenze e dove. La ricerca conferma che l’ampia maggioranza della violenza vissuta dalle donne nella loro vita è esercitata da partner ed ex partner. Anche se negli ultimi cinque anni c’è stata una diminuzione della violenza rispetto ai 5 anni precedenti al 2006; una differenza lieve (dal 13,3 per cento all’11,3 per cento), ma sicuramente un segnale di miglioramento da cogliere.

Rimangono invariati i dati che confermano la trasversalità della violenza rispetto alla cultura e status sociale. Anche se la ricerca rivela che le donne che subiscono più violenze fisiche o sessuali nel corso della vita sono le separate e divorziate (51,4 per cento).

Da evidenziare poi la percentuale particolarmente alta delle donne disabili o con problemi di salute che subiscono violenza (36 per cento contro il 31,5 per cento), con un numero più che doppio di stupri rispetto alle altre donne (il 10 per cento contro il 4,7 per cento delle altre). Questo è un dato particolarmente grave su cui riflettere. Si direbbe che la maggiore debolezza di queste donne consente un aumento della violenza fisica, ma soprattutto sessuale.

Ci sono poi i dati sulle donne in gravidanza. Per il 5,9 per cento delle donne che hanno subito violenza in gravidanza, questa è iniziata con la gravidanza stessa. Per chi subiva già violenza prima della gravidanza, nel 23,7 per cento dei casi è diminuita, non sparita! Mentre per l’11,3 per cento è aumentata.

In questa marea di dati su cui sicuramente bisognerà ritornare per riflettere e per mettere in atto strategie di contrasto soprattutto culturali, non va dimenticato il grave problema che la violenza in famiglia rende i figli vittime della violenza assistita, che lascia gravi segni sulla loro formazione di uomini e donne. Già solo questa considerazione meriterebbe di accendere con decisione i riflettori sulla violenza domestica. Al di là del fatto che la violenza di genere sulle donne è una vera e grave violazione dei diritti della persona.

Ma qualcosa di importante è cambiato ed è la percentuale di donne che si è ribellata a questa violenza. Il 68,6 per cento delle donne che avevano un partner violento in passato, lo ha lasciato e lo ha fatto a causa della violenza subita. E la violenza per il 41,7 per cento dei casi è stata la causa principale della separazione.

E ancora, la cosa importante è che le donne giovani sono le protagoniste del cambiamento. Le donne giovani (16-24 anni), rispetto la ricerca del 2006, denunciano meno casi di violenza (passati dal 31,7 per cento al 27,1 per cento). Diminuzione confermata sia per la violenza fisica, che sessuale esercitata sia da partner sia da ex-partner. Si potrebbe valutare che la coscienza femminile sta crescendo e intacca i livelli di violenza fisica, sessuale e psicologica.

Però ugualmente lo zoccolo duro della violenza non viene intaccato ma, cosa ancora più grave non diminuiscono né le uccisioni di donne, né gli stupri e i tentati stupri e la gravità della violenza è aumentata. Ancora. Un discorso poi a parte meriterebbe i dati, nuovi ed interessanti, sulle donne immigrate, ma anche questo è un tema ampio su cui vale la pena di ritornare in un altro momento.

“La violenza continua ad essere un fenomeno grave, ampio ed esteso – ha affermato Linda Laura Sabbadini, responsabile della ricerca Istat sia del 2006 che del 2014 alla conclusione della conferenza stampa – e anche se è aumentato il numero delle donne che riconoscono la violenza come reato, questa percentuale resta ancora troppo bassa (7 per cento contro il 4,6 per cento del 2006) così come bassa è la percentuale delle donne che denunciano o che si rivolgono ai centri o ai servizi per essere aiutate. Ma la situazione è in movimento e le donne stanno reagendo”.

(Fonte: Riforma.it)


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