Il presidente Köhler invita a concentrarsi sulla missione in modo integrato, “senza lasciare indietro nessuno”. Nel suo primo discorso durante il Consiglio annuale della Chiesa avventista mondiale, tenuto dall’8 al 15 ottobre a Silver Spring, in Maryland (Stati Uniti), il presidente Erton Köhler ha invitato a superare le divergenze e a scegliere invece l’unità per […]
Il presidente Köhler invita a concentrarsi sulla missione in modo integrato, “senza lasciare indietro nessuno”.
Nel suo primo discorso durante il Consiglio annuale della Chiesa avventista mondiale, tenuto dall’8 al 15 ottobre a Silver Spring, in Maryland (Stati Uniti), il presidente Erton Köhler ha invitato a superare le divergenze e a scegliere invece l’unità per servire le persone e proclamare il vangelo. La Chiesa, ha sottolineato, è più forte quando procede unita.
Una famiglia globale
“Ogni anno, quando ci riuniamo per il Consiglio annuale, rappresentiamo la bellezza della famiglia mondiale della Chiesa ” ha detto Köhler, dando il benvenuto alle centinaia di membri del Comitato esecutivo, riuniti nella sede centrale della denominazione, e a coloro che hanno seguito il servizio di culto online l’11 ottobre.
“Siamo una famiglia di oltre 24 milioni di persone… Questa mattina rappresentate ciascuno dei nostri fratelli e sorelle in tutto il mondo. Siamo una famiglia meravigliosa, composta da tanti colori, culture e lingue, ma uniti dallo stesso messaggio, dalla stessa speranza e dalla stessa missione” ha aggiunto.

Unità nonostante le nostre differenze
Secondo il presidente mondiale, la grande sfida della Chiesa è quella di sentirci sempre una famiglia nonostante le differenze, “trattandoci a vicenda con amore, pazienza e lo spirito di Cristo”. La chiave per raggiungere questo obiettivo, ha evidenziato, è concentrarsi “molto di più su ciò che ci unisce che su ciò che ci divide”, perché “la nostra vocazione non è quella di aumentare le difficoltà, ma di cogliere ogni opportunità che il Signore ci offre”. Ha quindi proseguito: “Siamo una famiglia che va avanti fondata sulla Bibbia e concentrata sulla missione. Sempre insieme, sempre integrati. Non in competizione tra noi, ma completandoci a vicenda”.
Vi è una ragione per questo ed è legata alla missione, ha spiegato Köhler: “Se andiamo avanti da soli, raddoppiamo gli sforzi ma otteniamo solo la metà dei risultati. Ma uniti e integrati, possiamo fare molto di più per la causa di Dio».
Non lasciare indietro nessuno
Citando le parole di Mosè al faraone, riportate nella Bibbia, “Andremo con i nostri giovani e i nostri vecchi, con i figli e le figlie” (Esodo 10:9), Köhler ha invitato a procedere insieme. Ha esortato a includere anche con coloro che appartengono alla “moltitudine mista”, che sono diversi da noi.
La nostra missione è “cercare e salvare coloro che Gesù è venuto a cercare e salvare. Dobbiamo guardare le persone con una visione redentrice. Essere distinti senza essere distanti” ha affermato “e non lasciare indietro nessuno”.

Di conseguenza, Köhler ha chiesto di andare non solo “con coloro che vedono le cose come noi”. Ha poi elencato molti dei gruppi che dovrebbero essere parte del nostro cammino verso il cielo, tra cui “gli anziani e i giovani”, “tutte le persone con disabilità” e “coloro che la pensano diversamente ma sono comunque fedeli alla Parola di Dio”.
Ha menzionato anche i volontari e i dipendenti della denominazione, gli insegnanti, i pastori e tutti gli operatori sanitari; e poi redattori, colportori, centri medici, ministeri di supporto, animatori, missionari e influencer. “Nonostante la polarizzazione, l’individualismo e il nazionalismo. Nonostante altre ideologie e atteggiamenti estremisti in nome della religione, camminiamo tutti insieme!“.
E ha precisato che l’unità non dipende dai membri di chiesa o dalle loro capacità, ma cresce dalla loro connessione spirituale con Cristo.
Un cammino integrato
Köhler ha sottolineato che, se desideriamo portare a termine il mandato evangelico, dobbiamo mantenere la Bibbia come fondamento e la missione come priorità. E poi “andare avanti insieme in modo integrato” così “possiamo fare di più e meglio, e aprire la porta all’opera dello Spirito Santo”.

Ha riconosciuto che l’integrazione e l’unità hanno un prezzo.
“Mettere da parte i progetti personali e regionali ha un prezzo. Ma è l’unico modo per procedere come un unico corpo e avere un impatto nel mondo”. Ciò richiederà un impegno consapevole, costi elevati e flessibilità. “Integrazione e unità hanno sempre un prezzo, ma offrono anche enormi ricompense”.
Unità in Cristo
Allo stesso tempo, il presidente ha messo in evidenza che l’unità non dipende da noi o dalle nostre capacità, deriva invece dalla nostra unione con Cristo.
“Non importa quanto siano buone le intenzioni e i progetti, se il Signore non è in prima linea, non saremo in grado di andare avanti insieme” ha affermato “Solo lui può eliminare in noi l’amore egoistico che cerca una chiesa a propria immagine e somiglianza, e sostituirlo con l’amore altruistico, che si prende cura degli altri e apre la porta a un movimento integrato e unito. Andiamo avanti tutti insieme! E se avanziamo insieme, possiamo aspettarci grandi miracoli da Dio”.
Marcos Paseggi
[Fonte: ANN. Traduzione e adattamento: Lina Ferrara, HopeMedia Italia]
[Foto: Thaise Snider]




