“Mangiare non è mai un gesto neutro”. L’impegno instancabile di un uomo che ha lasciato il segno. Ricordiamo la sua visione controcorrente con un’intervista di Radio RVS. Carlo Petrini si è spento giovedì 21 maggio nella sua abitazione a Bra (CN), all’età di 76 anni. Per tutti Carlin, era l’anima di Slow Food, il movimento […]
“Mangiare non è mai un gesto neutro”. L’impegno instancabile di un uomo che ha lasciato il segno. Ricordiamo la sua visione controcorrente con un’intervista di Radio RVS.
Carlo Petrini si è spento giovedì 21 maggio nella sua abitazione a Bra (CN), all’età di 76 anni. Per tutti Carlin, era l’anima di Slow Food, il movimento internazionale fondato nel 1986 in Italia.
Territorio e biodiversità
“Chi semina utopia, raccoglie realtà” amava dire. Così è stato. Decenni fa ha avuto delle intuizioni straordinarie, anticipando i tempi del discorso e dell’impegno pubblico, con scelte decisive per la salvaguardia della natura e la tutela del valore della biodiversità, proponendo “un’altra idea di mondo”: il rispetto verso chi produce il cibo in armonia con l’ambiente e gli ecosistemi.
Petrini è mancato in una settimana di tarda primavera che racchiude due ricorrenze di certo a lui care: la Giornata mondiale delle api (20 maggio) e quella della biodiversità (22 maggio). Ne abbiamo parlato qui.
Passo “slow”
La filosofia di Slow Food, il “cibo lento”, è stata tanto semplice quanto rivoluzionaria nel ricollegarsi ai cicli naturali della produzione che dal terreno porta nutrimento sulle nostre tavole: ha rallentato il passo del distruttivo e rapido “Fast Food” creando una nuova sensibilità e 600 presidi in continua crescita. I presidi sono le comunità di donne e uomini che lavorano per salvare dall’estinzione razze animali autoctone, varietà di ortaggi e di frutta, pani, formaggi, dolci tradizionali in 70 Paesi del mondo.
Il manifesto dell’organizzazione che conta tra i firmatari da Folco Portinari a Dario Fo, Gina Lagorio, Francesco Guccini, Sergio Staino, è disponibile qui, ed è riassumibile in questa prospettiva: promuovere il diritto al piacere e a un cibo buono, pulito e giusto per tutte e tutti, come parte della ricerca della prosperità e della felicità per l’umanità attuale e futura e per l’intera rete del vivente.

Collaborazione tra generazioni
Tra le creature di Petrini, la rete internazionale di Terra Madre, un’alleanza tra agricoltori, pastori, pescatori, cuochi, comunità indigene e consumatori a ogni latitudine. Nel 2008 è tra le 50 persone che “potrebbero salvare il pianeta” per il quotidiano britannico The Guardian che stilò una lista di personalità da segnalare per il loro impegno nel combattere inquinamento e altri mali dell’umanità. Petrini era l’unico italiano nell’elenco.
“Sapeva sognare e divertirsi, costruire e ispirare, verso un concreto riscatto sociale, lavorando con le persone, i giovani in particolare, auspicando fraternità, intelligenza affettiva e austera anarchia”, il messaggio dei suoi collaboratori di Slow Food.
Il podcast di RVS – Accendi la speranza
Ci uniamo al cordoglio ricordando Carlin Petrini come una persona definita “visionaria” dai più, un uomo profondamente innamorato della Terra e di chi la custodisce con cura e dedizione. A questo proposito segnaliamo un podcast di Radio RVS. Gli speaker Claudio Coppini e Roberto Vacca, insieme al pastore avventista Saverio Scuccimarri, si interrogano sull’eredità lasciata da Petrini, anche in chiave evangelica, facendoci riascoltare la sua voce e le sue idee in un’intervista raccolta nel 2012 da Ennio Battista. Il podcast è qui.
Veronica Addazio
[Immagini: Slow Food, Marco del Comune, Paolo Properzi]




