La compassione è la risposta

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La compassione è la risposta

Prendersi cura dei più vulnerabili ed esserci è amore in azione. La testimonianza del presidente di ADRA internazionale, l’agenzia umanitaria avventista. In tempi sopraffatti da crisi che si sovrappongono e bisogni senza fine, Paulo Lopes, presidente dell’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) internazionale, scrive: “Ogni tanto mi capita di sentire domande come […]

Prendersi cura dei più vulnerabili ed esserci è amore in azione. La testimonianza del presidente di ADRA internazionale, l’agenzia umanitaria avventista.

In tempi sopraffatti da crisi che si sovrappongono e bisogni senza fine, Paulo Lopes, presidente dell’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) internazionale, scrive: “Ogni tanto mi capita di sentire domande come queste: ha ancora senso aiutare gli altri? Gesti individuali di compassione possono fare la differenza? La mia risposta è inequivocabile: sì, oggi più che mai”.

La domanda dietro la domanda
Nell’articolo pubblicato sul blog di ADRA qui, Lopes ammette che le perplessità dei più sono comprensibili.

Ogni giorno siamo bombardati da immagini di disastri, sfollamenti e privazioni. “Quando milioni di persone sono in crisi – sottolinea – che differenza può fare una singola donazione? Ma ho imparato che questa domanda rivela spesso qualcosa di più profondo del semplice dubbio. In realtà chiede: ‘Sono abbastanza? Il mio contributo sarà sufficiente per fare la differenza?’”.

Il presidente di ADRA ci tiene a far sapere: “La compassione non si misura in proporzione alla sua grandezza. Si misura nella presenza, nella capacità di esserci, nel semplice atto di riconoscere l’umanità dell’altro e di rispondervi”.

Che cos’è la vulnerabilità
Le persone più fragili, aggiunge Paulo Lopes, non sono una categoria o una statistica. Sono la signora anziana la cui pensione non basta per coprire il costo del cibo e delle medicine. La famiglia sfollata a causa di una guerra. L’adolescente alle prese con difficoltà psicologiche in una comunità che non dispone di servizi di sostegno.

“La vulnerabilità assume forme diverse, ma condivide un filo comune”, evidenzia il presidente di ADRA mondiale: “la condizione di chi vive sul margine, dove un singolo imprevisto può segnare il passaggio dalla stabilità alla crisi. E in ogni angolo del mondo, queste persone sono i nostri vicini”.

Il principio biblico di Proverbi 19:17 esprime tutto ciò in modo splendido: “Chi ha pietà del povero presta al Signore, che gli contraccambierà l’opera buona”. Quando mostriamo gentilezza a chi è in difficoltà, “non stiamo semplicemente facendo carità. Stiamo entrando in uno spazio sacro”, dice Lopes.

La forza di esserci
Nei miei anni con ADRA, racconta il responsabile dell’agenzia umanitaria avventista “ho potuto osservare qualcosa di profondo: l’impatto della compassione spesso non dipende dalle dimensioni dell’intervento, ma dal messaggio che esso trasmette”.

Quando una comunità riceve aiuto dopo una calamità, certo, ha bisogno dell’assistenza concreta: strutture per ripararsi, acqua pulita, forniture di emergenza. “Ma ciò che trasforma davvero le persone non sono solo le risorse – continua Lopes – è la consapevolezza che qualcuno, da qualche parte, ha scelto di non voltarsi dall’altra parte. C’è chi ha visto la loro sofferenza e ha deciso di rispondere”.

Ecco perché, aggiunge, “la compassione conta ancora. Non perché possiamo risolvere ogni problema o raggiungere ogni persona nel bisogno. Ma perché ogni gesto di gentilezza proclama una verità di cui il mondo ha disperatamente bisogno: la tua vita ha valore. Tu appartieni. A qualcuno importa di te”.

Oltre la semplice transazione
La missione umanitaria in ADRA, evidenzia ancora Paulo Lopes “mi ha insegnato che la compassione più efficace va oltre la transazione e diventa relazione. Non consegniamo semplicemente un aiuto per poi scomparire. Camminiamo accanto alle comunità. Ascoltiamo. Impariamo. Celebriamo le vittorie e condividiamo i momenti di lutto”.

L’invito
Quando le persone mi chiedono se la compassione ha valore, “penso ai programmi per contrastare la fame, che offrono assistenza sanitaria, garantiscono l’istruzione e rispondono alle emergenze. Penso ai leader locali in 118 Paesi che ogni giorno fanno la loro parte, perché credono che la vita dei loro vicini abbia un valore infinito”.

Dio non ci chiede di sistemare tutto, conclude Lopes, “ci chiama a essere fedeli con ciò che abbiamo davanti. A rispondere al bisogno con giustizia e misericordia. A ricordare che quando siamo gentili con i vulnerabili, non stiamo semplicemente aiutando loro. Stiamo partecipando a qualcosa che è prezioso per il cuore stesso di Dio”.

L’agenzia umanitaria della Chiesa Avventista porta avanti azioni di contrasto alla povertà e interviene dove si verificano situazioni di disagio o emergenza, con il sostegno di donatori e volontari. Per informazioni, visita il sito di ADRA Italia qui.

[Fonte: adra.org. Tradotto e adattato da Veronica Addazio]
[Immagini: ADRA Thailandia, Colombia e Italia]


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