Nel 2026, si stima che oltre 136 milioni di persone nel mondo sono costrette a fuggire da guerre, persecuzioni e disastri climatici. Dag Kristian Pontvik, direttore di ADRA Italia, racconta alcune iniziative dell’agenzia di soccorso avventista. In occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra il 20 giugno, ADRA in Europa lancia un messaggio attraverso il […]
Nel 2026, si stima che oltre 136 milioni di persone nel mondo sono costrette a fuggire da guerre, persecuzioni e disastri climatici. Dag Kristian Pontvik, direttore di ADRA Italia, racconta alcune iniziative dell’agenzia di soccorso avventista.
In occasione della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra il 20 giugno, ADRA in Europa lancia un messaggio attraverso il concorso d’arte annuale “Ascoltami. Guardami. Cammina con me!“. Il tema scelto nel 2026, “Casa/Rifugio – Un posto dove sentirsi a casa”, invita a una riflessione sulla dignità umana e sul diritto universale all’appartenenza. Il contest si propone come un esercizio di empatia collettiva.
Attraverso la pittura, la fotografia, la scrittura e i linguaggi multimediali, ADRA ha chiamato a raccolta bambini e giovani, per dare forma a ciò che spesso è invisibile: il desiderio di sicurezza, ascolto e valorizzazione di chi ha perso tutto. Per conoscere i vincitori di ogni categoria, ci si può collegare sul sito qui nella giornata del 20 giugno, in occasione della cerimonia di premiazione.

La “casa” non è solo un edificio
Per l’agenzia umanitaria avventista, il concetto di “casa” supera la struttura fisica di quattro mura e un tetto. È, prima di tutto, uno spazio emotivo e sociale. In un mondo dove oltre 100 milioni di persone sono costrette a fuggire da guerre, persecuzioni e disastri climatici, ADRA lavora affinché il rifugio non sia solo un luogo di transito, ma il punto di partenza per una nuova cittadinanza.
L’appello sintetizzato nel tema “Ascoltami. Guardami. Cammina con me!” rappresenta tre stadi fondamentali dell’integrazione:
1. Ascoltare: dare spazio alla narrazione del rifugiato, riconoscendo la sua storia come unica e preziosa.
2. Guardare: superare l’invisibilità a cui sono condannati i richiedenti asilo, guardandoli non come “problemi”, ma come esseri umani portatori di sogni.
3. Camminare: l’impegno della comunità ospitante a non lasciare nessuno indietro, costruendo un futuro condiviso.
Gli interventi di ADRA in Libano
La situazione nel Paese, ancora una volta martoriato, rimane estremamente instabile. Dall’inizio di marzo, oltre 1,2 milioni di persone sono state sfollate. ADRA Libano ha attivato la sua risposta di emergenza fornendo assistenza nel settore “Wash“: interventi di “Water, Sanitation, and Hygiene“ (acqua, servizi sanitari e igiene) e alloggi, estendendo il sostegno alle famiglie senza rifugio con denaro contante, buoni e articoli di prima necessità
Alcune famiglie hanno trovato rifugio presso parenti. Altre si sono trasferite in scuole o edifici pubblici. Molti non hanno un posto dove andare.

Una testimonianza
Da quando è fuggita da Dahieh, all’inizio dei bombardamenti, a marzo, una famiglia di cinque persone vive per strada, vicino al lungomare nel centro di Beirut. Di origine siriana, sono scappati in cerca di sicurezza, solo per ritrovarsi esposti a un altro conflitto. I volontari di ADRA Libano li hanno incontrati per le strade.
Avendo visto il viso della figlia più piccola, coperto di graffi e cicatrici. Temevano che fosse rimasta ferita durante i bombardamenti. In realtà, dopo settimane trascorse per strada, i bambini stavano viaggiando su una motocicletta quando hanno avuto un incidente. Il ragazzo ha riportato gravi ferite alle gambe e la sorella minore è rimasta con dolorose escoriazioni sul viso.
La famiglia ha chiesto: “Avete dell’acqua? Non solo da bere, ma per pulire le ferite”. Il team ha fornito acqua, ha curato entrambi i bambini e ha inserito la famiglia in un programma di assistenza, fornendo coperte e beni di prima necessità.
Una delle tante storie di sfollati, famiglie senza riparo, rimaste indietro. Grazie ai volontari di ADRA Libano, questa famiglia è stata vista, assistita e non è più dimenticata.
Per offrire un contributo
Segnaliamo il conto corrente bancario:
Intestazione: Ente ecclesiastico avventista ADRA Italia
IBAN: IT 72 S 01030 03203 000002465824 causale “Emergenza estero”
Per informazioni, visita: adraitalia.org
Dag Kristian Pontvik
[Fonte: Il Messaggero Avventista, giugno 2026]
[Foto: ADRA Europa e Libano]




