Gli avventisti celebrano il creazionismo biblico e il suo rapporto con la fede, la scienza, il sabato e la speranza. Il quarto sabato di ottobre, quest’anno il 25, il mondo avventista celebra il “Sabato della creazione”, giunto alla sedicesima edizione. Si tratta di un evento globale che mobilita le comunità con incontri e iniziative per […]
Gli avventisti celebrano il creazionismo biblico e il suo rapporto con la fede, la scienza, il sabato e la speranza.
Il quarto sabato di ottobre, quest’anno il 25, il mondo avventista celebra il “Sabato della creazione”, giunto alla sedicesima edizione. Si tratta di un evento globale che mobilita le comunità con incontri e iniziative per dire che “è più di una credenza, è un ministero vivo, radicato nella missione della Chiesa e presente nei suoi pulpiti, nelle sue scuole e nei suoi mezzi di comunicazione, riaffermando che la fede nel Creatore è anche un messaggio di speranza per il futuro” spiega Francislê Neri de Souza, direttore del Geoscience Research Institute sudamericano, nel suo articolo su noticias.adventistas.org/es.
Per gli avventisti del settimo giorno, la creazione non è un dettaglio marginale, ma il fondamento che sostiene l’intera visione del mondo della denominazione. Negare la creazione in sei giorni letterali indebolirebbe pilastri come il sabato, la redenzione, la speranza escatologica e persino l’autorità stessa della Bibbia.
Genesi e il principio della creazione biblica
La narrazione di Genesi 1 e 2 è considerata il fondamento dell’identità avventista. Affermando che Dio ha creato il mondo “in principio”, la Bibbia rompe con le mitologie cicliche e presenta un Dio trascendente, distinto dalla natura, ma intimamente impegnato nella sua creazione. Questa comprensione plasma sia la teologia sia l’etica avventista. La dignità umana, la tutela dell’ambiente e la speranza di una restaurazione sono radicate nel fatto che siamo creati a immagine di Dio.
Il sabato è uno dei collegamenti più evidenti. Il quarto comandamento si basa direttamente sul racconto della creazione: “poiché in sei giorni il Signore fece i cieli, la terra” (Esodo 20:11). Se il concetto di creazionismo biblico fosse semplicemente un mito, l’osservanza del sabato perderebbe il suo significato. Pertanto, osservare il sabato diventa un atto di resistenza culturale e teologica, un promemoria settimanale che Dio è il Creatore e che siamo creature dipendenti da lui.

Una visione differenziata del creazionismo
L’importanza del creazionismo si rivela anche nella missione avventista in tre modi:
– Il primo messaggio dei tre angeli, in Apocalisse 14:7, invita il mondo ad adorare “colui che ha fatto il cielo, la terra, il mare e le fonti delle acque”.
– È una chiamata universale che collega la creazione al giudizio e alla speranza escatologica.
– Per gli avventisti, la proclamazione del vangelo alla fine dei tempi è indissolubilmente legata alla proclamazione di Dio in quanto Creatore.
Inoltre, la creazione garantisce la coerenza con il piano di redenzione. Se la morte fosse sempre esistita come parte naturale dell’evoluzione, il sacrificio di Cristo perderebbe la sua logica. Ma se la creazione fosse stata perfetta e il peccato avesse introdotto la morte, allora la croce avrebbe senso come risposta divina alla tragedia umana. In questo contesto, la promessa di rinascita e speranza cristiana (un nuovo cielo e una nuova terra descritti in Apocalisse 21 e 22) non è meramente simbolica, è letterale quanto la prima creazione.
Ecco perché la Chiesa avventista tratta il creazionismo non come una curiosità apologetica, bensì come una lente che integra fede, scienza e missione. Gli investimenti in istituzioni come il Geoscience Research Institute e la celebrazione annuale del Sabato della creazione sono espressioni di questa convinzione. Credere nel Creatore è una questione di identità, speranza e adorazione. Il Dio che disse “Sia la luce!” (Genesi 1:3) è lo stesso che promette “Ecco, io faccio nuove tutte le cose” (Apocalisse 21:5).
Visita il sito del Sabato della creazione qui in inglese; qui in spagnolo; e qui in portoghese.
Francislê Neri de Souza
[Fonte: Noticias Adventistas sudamericana. Traduzione e adattamento: Lina Ferrara, HopeMedia Italia]
[Immagini: Kanenori e Ludo su Pixabay.com]




