Nuovo anno, nuovo cielo

Notizie

Redazione HopeMedia Italia
Nuovo anno, nuovo cielo

Messaggio del presidente della Chiesa avventista mondiale per iniziare il 2026. Köhler invita a restare saldi e a non temere. Il calendario è cambiato, ma le grida del mondo non si sono placate. Mentre per alcuni brillavano i fuochi d’artificio colorati, moltitudini di persone hanno iniziato un nuovo anno sotto il fragore dell’artiglieria, delle sirene […]

Messaggio del presidente della Chiesa avventista mondiale per iniziare il 2026. Köhler invita a restare saldi e a non temere.

Il calendario è cambiato, ma le grida del mondo non si sono placate. Mentre per alcuni brillavano i fuochi d’artificio colorati, moltitudini di persone hanno iniziato un nuovo anno sotto il fragore dell’artiglieria, delle sirene e delle bombe. Le guerre continuano in tutti i continenti, le catastrofi umanitarie si aggravano, alcune nazioni sono in preda a disordini civili e luoghi un tempo pacifici ora affrontano una violenza senza precedenti. I principali attori mondiali riaffermano i loro arsenali sulla scacchiera nucleare. Le relazioni tra le grandi potenze sono tese e le esercitazioni militari destabilizzano l’architettura della sicurezza globale. Tutte queste dinamiche confermano la diagnosi più attuale: viviamo un livello storico di conflitto armato. Se le cose non migliorano, cosa succederà?

La Scrittura ha profetizzato questo scenario: “Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi” (Matteo 24:6). Questo comando di Gesù non è ingenuità; è sovranità. Cristo non nega il conflitto, ma chiama il suo popolo a una vita piena di significato, libera dal panico. Pertanto, mentre entriamo nel 2026, che il nostro punto di riferimento non si basi sull’euforia del nuovo, ma sulla certezza dell’eterno. Le cose miglioreranno? Assolutamente, ed eternamente. “Ma, secondo la sua promessa, noi aspettiamo nuovi cieli e nuova terra, nei quali abiti la giustizia” (2 Pietro 3:13). Per i cristiani avventisti, la speranza non ignora gli allarmi, è in ascolto di una tromba molto più forte. “aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù” (Tito 2:13).

La voce biblica e profetica esorta la chiesa a rispondere con la missione, non con la paura. Un angelo annuncia rapido il vangelo eterno al mondo intero; non aspetta che ci sia stabilità per predicarlo (Apocalisse 14:6). Dove sale l’incertezza, cresce l’identità. Quando la violenza si espande, la compassione si allarga. E se la geopolitica trema, la fedeltà rimane salda. “Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, rialzatevi, levate il capo, perché la vostra liberazione si avvicina” (Luca 21:28). In mezzo alla tempesta, la Parola è l’ancora dei nostri cuori: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà” (Salmo 46:1).

I nostri pionieri ci hanno già insegnato come sopportare tempi come questi. “Arriva una tempesta furiosa e implacabile. Siamo pronti ad affrontarla?”.[1] Coloro che si preparano per il cielo non accumulano paura su questa terra; orientano la loro vita, i loro programmi e le loro risorse verso la missione. Rafforzano le ginocchia nella preghiera, le mani nel servizio e le voci nella proclamazione. Coltivano anche un cuore grato, perché la gratitudine alimenta il coraggio. “Non abbiamo nulla da temere per il futuro, a meno che non dimentichiamo il modo in cui il Signore ci ha guidati e i suoi insegnamenti nella nostra storia passata”.[2] Coloro che ricordano la guida potente di Dio vanno avanti con una convinzione sovrannaturale.

Andrà meglio! Abbiate fede.

Iniziamo il 2026 con i piedi ben piantati nella realtà e gli occhi fissi sull’eternità. Possa ogni famiglia cominciare l’anno in comunione, ogni credente rinnovare la propria fiducia e ogni chiesa riaffermare la propria vocazione. Mentre il rumore del mondo aumenta, accresciamo l’audacia della nostra testimonianza. Se le mappe diventano instabili, rendiamo saldi i nostri passi nella Parola. E andiamo avanti, radicati nella Bibbia, concentrati sulla missione, senza arretrare. Fino al giorno prezioso in cui “Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi” (Apocalisse 21:4).

Buon anno nuovo.
Buon nuovo cielo.
Maranatha.

Erton C. Köhler 

Note
[1] E.G. White, Testimonies for the Church, Pacific Press, Mountain View, California, 1904,, vol. 8, p. 315.
[2] Idem, Life Sketches of Ellen G. White, Pacific Press, Mountain View, California, 1915, p. 196.

[Fonte: Adventist Review. Traduzione: Lina Ferrara, HopeMedia Italia] 


    Redazione HopeMedia Italia