L’episodio evidenzia ancora una volta il contesto di crescente violenza nel Paese. Ha trent’anni il pastore avventista rilasciato dopo essere stato rapito nei pressi di Port-au-Prince, ad Haiti, e tenuto prigioniero per circa due giorni. L’uomo svolge il suo ministero in due chiese, due piccoli gruppi e due scuole. Una banda armata lo ha sequestrato […]
L’episodio evidenzia ancora una volta il contesto di crescente violenza nel Paese.
Ha trent’anni il pastore avventista rilasciato dopo essere stato rapito nei pressi di Port-au-Prince, ad Haiti, e tenuto prigioniero per circa due giorni. L’uomo svolge il suo ministero in due chiese, due piccoli gruppi e due scuole. Una banda armata lo ha sequestrato il 2 settembre, mentre andava verso gli uffici della Federazione avventista.
Durante il tragitto, il pastore, la cui identità non è stata resa pubblica per motivi di sicurezza, è stato prelevato dai rapitori e trasportato in un luogo appartato, dove è stato rinchiuso insieme ad altri dieci prigionieri.
Nonostante le circostanze terribili, il pastore non si è scoraggiato. Ha recitato i Salmi 23 e 118, cantato alcuni inni e pregato ad alta voce, offrendo conforto spirituale ai suoi compagni di prigionia. I rapitori “hanno cercato di farmi smettere di cantare e pregare, ma non riuscivo a rimanere in silenzio” ha raccontato.
Verso mezzanotte, uno dei banditi ha tentato di giustiziarlo.
“Ero in ginocchio con la pistola puntata alla testa. Ho chiuso gli occhi e ho ringraziato Dio per il mio ministero e per la mia famiglia, accettando qualunque cosa fosse accaduta. Ma la pistola si è inceppata tre volte e tra i rapitori è nata confusione” ha ricordato il pastore.
Poi, i disaccordi tra i rapitori hanno portato al suo rilascio nelle prime ore del 3 settembre.
“Alcuni mi volevano morto, altri volevano chiedere un riscatto e altri ancora hanno suggerito di liberarmi. Alla fine, mi hanno rilasciato vicino a Pétion-Ville e mi hanno detto di chiamare la mia famiglia”.
L’incidente evidenzia la crescente minaccia di rapimenti nel Paese, in particolare contro dirigenti e istituzioni religiose. Secondo l’Ufficio integrato delle Nazioni Unite (ONU) ad Haiti, tra aprile e giugno 2025 sono stati segnalati almeno 185 rapimenti, con molte vittime tenute in ostaggio a scopo di estorsione.
L’ONU ha lanciato l’allarme per l’escalation di violenza, con bande che estendono il loro controllo sul territorio e commettono abusi diffusi, tra cui rapimenti, omicidi e violenze sessuali.
Il pastore ha sottolineato il potere della fede nel superare le avversità.
“Anche nei momenti più bui, Dio mi ha dato coraggio, pace e forza per pregare, cantare e condividere il suo amore. La mia fede non ha mai vacillato. A Dio solo va la gloria”.
[Fonte: interamerica.org. Traduzione: Lina Ferrara, HopeMedia Italia]
[Immagine generata dall’IA ,da ChatGPT / OpenAI]




