Perché l’inclusione sia reale

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Perché l’inclusione sia reale

Vivere e testimoniare una fede capace di accogliere e abbracciare ogni persona. L’Unione Avventista della Repubblica Ceca e della Slovacchia ha promosso un incontro in occasione della Giornata dedicata agli Adventist Possibility Ministries (APM), noti in Italia come Ministeri Avventisti per le Pari Possibilità (MAPP). L’iniziativa si è svolta sabato 18 aprile, nella città slovacca […]

Vivere e testimoniare una fede capace di accogliere e abbracciare ogni persona.

L’Unione Avventista della Repubblica Ceca e della Slovacchia ha promosso un incontro in occasione della Giornata dedicata agli Adventist Possibility Ministries (APM), noti in Italia come Ministeri Avventisti per le Pari Possibilità (MAPP). L’iniziativa si è svolta sabato 18 aprile, nella città slovacca di Banská Bystrica.

All’evento hanno preso parte persone con diverse tipologie di bisogni speciali, coinvolte attivamente nello svolgimento del programma. Le sfide legate alla disabilità e a tutte le circostanze che richiedono cura, non riguardano soltanto chi le vive direttamente; interpellano soprattutto le comunità cristiane e il loro modo di relazionarsi con la fragilità.

Come hanno sottolineato gli organizzatori dell’iniziativa, è nell’atteggiamento verso chi è più vulnerabile, le persone svantaggiate o, in alcuni casi, socialmente escluse, che si misura la qualità, l’autenticità e la credibilità della fede. Un principio che trova un fondamento biblico in tanti passi e anche nelle parole della Lettera di Giacomo 1:27 che ha ispirato l’incontro: “La religione pura e senza macchia davanti a Dio e Padre è questa: soccorrere gli orfani e le vedove nelle loro afflizioni, e conservarsi puri dal mondo”.

In Slovacchia c’era anche Josef Slowik, direttore dei Ministeri Avventisti per le Pari Possibilità per la Regione intereuropea.

Passare dalla disabilità alle possibilità
La giornata mondiale degli APM si inserisce in un’iniziativa di respiro globale, fondata sulla ferma convinzione che ogni persona sia dotata di talento, necessaria e preziosa, indipendentemente da limitazioni fisiche, cognitive o sociali. L’approccio del dipartimento della chiesa avventista mira a spostare il focus dalle disabilità alle possibilità, promuovendo un cambiamento di prospettiva, dal modello assistenziale tradizionale a un percorso di piena partecipazione, responsabilizzazione e inclusione attiva.

I pilastri dell’impegno
Il lavoro dei Ministeri Avventisti per le Pari Possibilità a livello mondiale si rivolge in particolare a sette gruppi di persone, spesso marginalizzati nei contesti sociali e religiosi:
– persone sorde;
– persone cieche e ipovedenti;
– persone con disabilità motorie;
– persone con problematiche di salute mentale;
– orfani e bambini vulnerabili;
– persone che vivono il lutto per la perdita del coniuge;
– caregiver e familiari che si prendono cura di altri.

Alla base dell’impegno c’è la convinzione che tutti siamo chiamati a una vita piena in Cristo e al servizio, a prescindere dalle disabilità o dalle difficoltà che possiamo affrontare.

L’incontro in Slovacchia ha confermato che l’inclusione vera non si limita alle parole, ma si costruisce attraverso scelte, relazioni e gesti tangibili per non lasciare indietro nessuno.

[Fonti: news.eud.adventist.org, casd.cz e possibilityministries.org. Adattato dalla redazione]
[Immagini: casd.cz e Myriams-Fotos, Pixabay.com]


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