Preghiamo per l’Afghanistan

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Preghiamo per l’Afghanistan

Una luce di speranza cristiana da far brillare insieme. Il magazine Adventist Review e Adventis Mission, il dipartimento della chiesa avventista dedicato alla missione, periodicamente accendono i riflettori su quei Paesi meno raggiunti dal messaggio evangelico. Allo stesso tempo gli autori invitano ciascuno di noi a unirsi in preghiera per le popolazioni che vi abitano. […]

Una luce di speranza cristiana da far brillare insieme.

Il magazine Adventist Review e Adventis Mission, il dipartimento della chiesa avventista dedicato alla missione, periodicamente accendono i riflettori su quei Paesi meno raggiunti dal messaggio evangelico. Allo stesso tempo gli autori invitano ciascuno di noi a unirsi in preghiera per le popolazioni che vi abitano. Dopo aver parlato dell’Iran, è la volta dell’Afghanistan, la seconda nazione meno permeabile alla fede cristiana.

Se vi trovaste nel Paese sabato prossimo, si legge nell’articolo, sperando di visitare una chiesa avventista, dovreste lasciare l’Afghanistan per trovarne una al di fuori dei suoi confini. Non esiste una sola comunità avventista del settimo giorno ufficiale né un membro pubblicamente riconosciuto in tutta la nazione.[1] In effetti, se cercaste una chiesa cristiana di qualsiasi denominazione, non riuscireste a individuarne nessuna. I musulmani costituiscono oltre il 99% della popolazione, e tutte le altre religioni, incluso il cristianesimo, rappresentano meno dell’1%.[2]

L’Afghanistan è 2,2 volte più grande dell’Italia in termini di territorio, e ospita circa 45 milioni di abitanti. Confina con l’Iran a ovest; il Turkmenistan, il Tagikistan e l’Uzbekistan a nord; il Pakistan a sud e a est; e uno stretto corridoio nord-orientale che sfiora la Cina.

Oggi rimane una delle nazioni meno abitate dagli avventisti. Secondo il portale evangelico Joshua Project,[3] si contano 58 gruppi etnici che non conoscono il vangelo. A causa delle severe restrizioni religiose e delle dure pene per i convertiti, l’opera missionaria è estremamente complessa. Gli avventisti si sono concentrati principalmente sulla pubblicazione di libri nella lingua farsi e sul sostegno a iniziative di formazione medica attraverso la Loma Linda University. ADRA, l’agenzia umanitaria della denominazione, ha fornito assistenza in tempi di crisi.[4]

Adventist Mission definisce il Paese “velato” quando il nome viene omesso per proteggere la vita e il ministero degli operatori in prima linea che vi prestano servizio. Nel caso dell’Afghanistan, al momento però non c’è alcuna attività avventista di dominio pubblico da celare.

Lo Spirito Santo, sottolineano gli autori del pezzo, opera attivamente dove i missionari non possono. Si riscontrano numerose testimonianze di quanti hanno ricevuto sogni e visioni su Gesù e sulla salvezza che egli offre.

“Per favore”, incoraggia Adventist Mission, “pregate per il popolo afghano e per la diffusione del vangelo eterno in tutto il Paese”.

L’invito è a esplorare la mappa interattiva dell’Afghanistan, realizzata dal Joshua Project, e a unirsi in preghiera per i gruppi etnici che non conoscono la Parola di Cristo. Ogni punto grigio sulla mappa rappresenta una comunità che non ha ancora ascoltato il vangelo. Cliccateci sopra per saperne di più su quel gruppo etnico e pregate. Man mano che lo farete, il punto si illuminerà.

Copriamo questa piantina interattiva con la preghiera e illuminiamo ogni luogo con la speranza di Gesù.

Note
[1] Leggi qui alla voce “Afghanistan”, Encyclopedia of Seventh-day Adventists.
[2] Paesi a maggioranza musulmana 2026, info su: World Population Review
[3] Approfondisci su: joshuaproject.net/countries
[4] Per altre informazioni sull’opera missionaria avventista in Afghanistan, leggi Ronald M. Torres, “Afghanistan”, Encyclopedia of Seventh-day Adventists: encyclopedia.adventist.org

[Fonte: adventistreview.org. Tradotto dalla redazione]
[Immagini: Unsplash.com | ChatGPT e commons.wikimedia.org]


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