Ricordando Domenico Visigalli

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Redazione HopeMedia Italia
Ricordando Domenico Visigalli

Mancato a Torino, il 15 dicembre, all’età di 97 anni Domenico Visigalli è stato un pastore ed evangelista avventista. Uomo di fede, predicatore instancabile, ha seminato speranza. Uomo di grandi valori e di rara umanità, lascia un grande vuoto nella comunità avventista italiana e tra quanti hanno conosciuto il suo impegno di predicatore instancabile e […]

Mancato a Torino, il 15 dicembre, all’età di 97 anni

Domenico Visigalli è stato un pastore ed evangelista avventista. Uomo di fede, predicatore instancabile, ha seminato speranza. Uomo di grandi valori e di rara umanità, lascia un grande vuoto nella comunità avventista italiana e tra quanti hanno conosciuto il suo impegno di predicatore instancabile e profondo conoscitore delle Scritture. Impossibile non ricordarne la voce sonora, il portamento e la capacità omiletica, la vivace ma equilibrata ironia, la passione per le profezie.

Era nato a Cademazzi di Livraga (Lodi), il 13 maggio 1928. A 14 anni, durante la guerra, nel 1942, aveva intrapreso un percorso di studi teologici presso la Scuola Biblica di Firenze, inaugurata due anni prima. Nel ministero aveva servito come pastore in diverse comunità italiane, tra cui Milano, Roma, Torino e Genova. Ha guidato campagne evangelistiche in cinema, teatri, scuole, biblioteche, alberghi, sale comunali, piazze, in Italia, in Svizzera e in Germania. Nel 1974 fu inviato in Grecia come presidente della Missione avventista.

Aveva sposato Lea Croce (Montaldo Bormida 1924 – Novi Ligure 2008), protagonista lei stessa di una vita di fede. Colportrice fin dagli anni della Seconda guerra mondiale, ha testimoniato in circostanze difficili, e anche lei ha vissuto portando il vangelo “a domicilio”.

Dopo il pensionamento, il past. Visigalli si era trasferito in Piemonte, con la moglie, e aveva continuato a registrare seminari, sermoni e studi biblici, mantenendo il dinamismo e la chiarezza che lo hanno sempre contraddistinto. Si possono raggiungere al link https://www.domenicovisigalli.it.

Lo scorso anno, ho avuto il piacere di incontrare, insieme a mia moglie, nella casa di riposo vicino a Torino dove era ospitato, il “fratello” Visigalli (è così che lo avevamo chiamato per tutta la vita). È stato un incontro caloroso, ricco di espressioni di affetto nel quale Domenico (quel giorno mi ha chiesto di dargli del tu) ha espresso la sua soddisfazione per aver servito il Signore e, con le lacrime agli occhi, ha manifestato la nostalgia per il ministero che gli anni e la salute non gli permettevano più di esercitare. Anche se non aveva rinunciato a essere una presenza positiva fra gli altri ospiti, lì dove risiedeva.

Le figlie Silvana e Paola custodiranno il prezioso patrimonio spirituale e umano trasmesso loro dal padre: “Desideriamo esprimere la nostra gratitudine al Signore per averci donato un padre che ha vissuto con integrità e passione la sua vocazione. La sua vita era dedicata a Dio e alle persone: non solo dai pulpiti, ma anche nelle conversazioni quotidiane, nei gesti semplici. La sua dedizione al ministero e alla missione evangelistica è stata per noi un esempio costante di fede operante nell’amore. Ci ha insegnato che il servizio a Dio e alla comunità è la più alta chiamata, e che ogni giorno è un’opportunità per testimoniare speranza. Ci mancherà la sua voce forte, ma soprattutto il suo sorriso e la sua capacità di incoraggiarci sempre a guardare in alto. Lo affidiamo al Signore, certi della promessa che ha guidato tutta la sua vita: ‘Ecco, io vengo presto’ (Ap 22:12)”.

Il past. Stefano Calà, da poco assegnato al servizio della comunità di cui era membro, ricorda: “Ho trovato una persona che a 97 anni aveva ancora voglia di cambiare. Cresciuto in un’epoca in cui i rapporti interpersonali erano più formali e, anche tra amici, ci si dava del lei, nel nostro primo incontro mi ha chiesto di darci del tu, essendo colleghi nel ministero.

È stato un piacere ascoltarlo raccontare storie di un’epoca lontanissima che, con la sua capacità oratoria, riusciva a rendere attuali. Ho trovato una persona che continuava ad amare il Signore e l’opera in cui era stato coinvolto per una vita. Gli pesava il non poter frequentare la comunità ed esortava tutti coloro che ne avevano la possibilità a non sostituire la presenza fisica in chiesa con i pur utili video online che, grazie al coinvolgimento delle figlie, gli permettevano di seguire qualche sermone o lo aggiornavano sulla vita della comunità”.

Giovanni De Meo, il cui archivio molto fornito ci permette di documentare la storia e le opere di cui Visigalli è stato l’autore ci ha detto: “Ho conosciuto Domenico Visigalli perché in casa De Meo è stato sempre molto presente. Ero bambino e lui, giovane evangelista, veniva a farci visita a Cremona da Milano. Ringrazio lui e le sue figlie che mi hanno permesso di accedere alla sua biblioteca e al suo archivio. Posso così documentare materialmente la gran mole di lavoro di evangelizzazione, con molti dei suoi riassunti stampati per le conferenze. Con la sua voce poderosa, ha annunciato il Vangelo di Cristo, ma soprattutto il suo ritorno, a centinaia o meglio migliaia, di persone per tutta la penisola e non solo. Ora il Domenico “nazionale” è entrato nel meritato riposo, in attesa di quel Cristo da lui tanto amato e condiviso con i suoi uditori ai quali ha annunciato con entusiasmo la Parola. Al ritorno di Gesù, potrà vedere le tante anime per le quali si è affaticato. Sarà per lui e per tutti noi una grande felicità rivederlo, abbracciarlo e condividere un tempo che non avrà fine”.

Opere pubblicate
Nello studio sulla preghiera inserito nel Dizionario di dottrine bibliche (Edizioni ADV, 1990) Domenico Visigalli scriveva: “Pregare significa parlare a Dio, chiedere il suo aiuto, lodare il suo nome e implica fiducia in Lui e riconoscere la nostra dipendenza da Lui». [leggilo qui] .
Diversi contributi scritti riflettono la sua passione per la divulgazione biblica: storie di fede, approfondimenti teologici e applicazioni quotidiane della Parola.
Cristo ritorna! (Edizioni ADV 1970, 48 pagine), un testo stampato e ristampato fino a raggiungere le 23.000 copie. Insieme a Fine di un’era. E poi? (Edizioni ADV, 1973, 64 pagine), anch’esso stampato in oltre 20.000 copie, sono la testimonianza di quanto D. Visigalli fosse sensibile a questo messaggio centrale per gli avventisti.
La Bibbia. Perché? (Edizioni ADV, 1971, 64 pagine), un volume volto a spiegare in modo accessibile e approfondito il significato e l’importanza delle Scritture per il credente moderno.
Cristo, la risposta (Edizioni ADV, 1972, 64 pagine), offre il messaggio di consolazione del vangelo all’animo umano turbato dalla vita.
Destinazione vita (Edizioni ADV, 1986, 64 pagine), un invito a rivolgere l’attenzione alla vera esperienza che deriva dalla promessa di Cristo: “Tornerò!”.
In Grecia con san Paolo (Edizioni ADV, 1989, 158 pagine), un saggio in stile agiografico-storico che ricostruisce il viaggio e l’influenza dell’apostolo Paolo in Grecia.

Giuseppe Cupertino 

[Foto: archivio fotografico di Giovanni De Meo]


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