Le guide allo studio personale della Bibbia e alla condivisione in gruppo (comunemente conosciute come “lezionari della Scuola del Sabato”) sono importanti per i credenti avventisti del settimo giorno. Una parte del servizio religioso sabatico è dedicato proprio allo scambio comunitario di opinioni, considerazioni ed esperienze sul tema biblico della settimana. I fascicoli rinvenuti, risalenti […]
Le guide allo studio personale della Bibbia e alla condivisione in gruppo (comunemente conosciute come “lezionari della Scuola del Sabato”) sono importanti per i credenti avventisti del settimo giorno. Una parte del servizio religioso sabatico è dedicato proprio allo scambio comunitario di opinioni, considerazioni ed esperienze sul tema biblico della settimana. I fascicoli rinvenuti, risalenti agli inizi della denominazione nel nostro Paese, sono da considerare “reperti di archeologia avventista italiana” per il dott. Giovanni De Meo, giornalista, curatore dell’archivio della Chiesa avventista e autore dell’articolo.
Questo ritrovamento, anche se quantitativamente limitato, mi ha provocato un sentimento di gioia che solo uno come me può provare nel poter aggiungere alla propria collezione della Scuola del Sabato, che da anni pazientemente curo, questi due fascicoli. Ritrovare i lezionari di quel lontano periodo non è facile, ma, come dico sempre, mai disperare! E questi due fascicoli ne sono la conferma. Definirei questo ritrovamento due reperti di archeologia avventista italiana!
Un po’ di storia
Il primo lezionario pubblicato in italiano apparve nel 1913 e fu stampato a Castiglion Fiorentino ,in provincia di Arezzo. Questo “Bollettino”, come si autodefiniva, era composto di 30 pagine e misurava 16,8 per 12,2 centimetri. I numeri pubblicati successivamente, sino al 1916, furono stampati a Firenze. Su un totale di sedici lezionari, dodici sono presenti in archivio.
All’epoca, per la minuscola Chiesa avventista italiana, si parla di 100 membri nel 1913, esisteva un solo mensile: L’Ultimo Messaggio, pubblicato dal 1907 al 1918.
Nella rivista non appaiono articoli di spiegazione o commento relativo alla stampa e al successivo studio di questa pubblicazione. Addirittura, in tutti gli anni della sua esistenza, non esiste una sola riga dedicata alla Scuola del Sabato!
Successivamente al 1916 e sino al quarto trimestre 1922, abbiamo un vuoto completo.
Solo nel 1920, il pastore francese Joseph Curdy, che aveva lavorato per qualche tempo in Italia, “fa una vista a tutte le chiese d’Italia. Rientrando in Francia, scrive un articolo sul periodico avventista Le Messager. “L’autore dell’articolo termina mettendo in luce i reali problemi della chiesa avventista italiana. Non hanno un periodico che in qualche modo tenga uniti i membri e le diverse chiese tra loro; non possono seguire, come in tutto il resto dell’Unione Latina, le lezioni settimanali di studio della Bibbia”.[1]
Dopo questa visita, iniziarono ad arrivare, dagli Stati Uniti, i cosiddetti lezionari della Scuola del Sabato che erano stampati dalla casa editrice avventista PPPA (Pacific Press Publishing Association) per gli avventisti di lingua italiana residenti in quella nazione e che erano più numerosi di quelli residenti in Italia.
Non sono in grado di indicare da quale trimestre sia iniziato questo invio. In archivio, il primo fascicolo che è possibile consultare è quello relativo al quarto trimestre 1922.
Vorrei far presente che la grande maggioranza dei fascicoli attualmente presenti in archivio, per il periodo dal 1913 sino al 1939, sono provenienti dalla gloriosa chiesa avventista di Montaldo Bormida, in provincia di Alessandria, e, nella fattispecie, grazie ai doni di Ivo Fasiori, con 14 fascicoli, e Giovanni Morbelli, con 13, discendenti diretti dei pionieri di quella comunità; e del past. Domenico Visigalli (scomparso di recente), con 5.
Potremmo dire che tutti questi lezionari sono stati estratti da una vera e propria miniera. Altri apporti sono arrivati dal past. Franco Evangelisti di Ivo, con 5 lezionari , e dal past. Riccardo Bongini, con 2 lezionari.
Un secondo consistente apporto è stato quello dei coniugi Auzas -Arpesella di La Spezia, che il 29 maggio 2001, dopo una mia visita a quella comunità, mi hanno fatto dono di ben sedici fascicoli che vanno dal quarto trimestre 1933 al terzo trimestre 1936 (i lezionari o guide allo studio personale della Bibbia propongono un nuovo argomento ogni tre mesi, ndr) . A suo tempo erano stati rilegati.
L’ultimo ritrovamento
E arriviamo finalmente ai due lezionari ritrovati.
Il 24 gennaio 2025, ho ricevuto da Davide Menna, marito di Silvana Visigalli e naturalmente genero del pastore Domenico, via WhatsApp, le fotografie di due fascicoli rispettivamente del quarto trimestre 1923 e del terzo trimestre 1929, di 32 pagine, dalle dimensioni di 11,8 per 17 centimetri, ritrovati nella casa della famiglia Visigalli a Montaldo Bormida.
I due fascicoli sono appartenuti alla sorella nella fede Zilpa Morbelli (12 maggio 1901 – 7 dicembre 1973), battezzata il 24 giugno 1923 dal past. D. G. Werner, allora presidente della Chiesa avventista italiana, assieme ad altri nove catecumeni, nel fiume Bormida, in Piemoonte.
Nel periodo intercorso tra le due date, Zilpa ha sposato Federico Orsi (1892-1924) battezzato nell’agosto del 1913, storico anziano di chiesa della comunità avventista di Montaldo Bormida. Zilpa era figlia di Giovanni Morbelli, detto Bistolfi, (1866-1935) proveniente dalla chiesa dei Fratelli e ammesso nella chiesa avventista di Montaldo il 18 settembre 1921.
Zilpa è poi diventata mamma di Noemi che a sua volta è stata la madre di Ivo Fasiori, recentemente scomparso.
Ho potuto ricostruire tutta questa storia di famiglia grazie al valido apporto di Giovanni Morbelli, tutt’ora vivente a Montaldo Bormida.
Cosa resta da fare?
Premesso che i lezionari mancanti dal 1913 al 1939 sono ben 35, per cercare di rintracciarli, dobbiamo ripercorrere idealmente il viaggio fatto oltre un secolo fa dal citato pastore francese, Joseph Curdy,[2] che elenca le seguenti località: Torre Pellice, 21 membri; Bolzano, 15 membri; Montaldo Bormida, 7; Genova, 8; Pisa, 13; Bari, 13; Gravina di Puglia, di cui non viene indicata la consistenza numerica, ma viene sottolineato che questa chiesa è formata da “des membres actìfs et vivants” (membri attivi e vivaci) e che da Gravina “sont sortis cinq des six ouvriers actualment occuopés à l’œuvre en Italie” (arrivano cinque dei sei “operai” attualmente in servizio in Italia); Firmo in Calabria, dove una mezza dozzina di persone “marchent dans la voie du Seigneur” (camminano nella via del Signore).
Dopo oltre un secolo, però, i discendenti delle località citate, potrebbero essere in tutt’altre città o paesi, e far parte di chiese avventiste che allora non esistevano, a causa di trasferimenti provocati da motivi i più diversi: lavoro, matrimoni o altro.
Pertanto, il mio invito è quello di cercare tra i vecchi libri avventisti, magari in cantina o in soffitta, per rintracciare altri vecchi lezionari della Scuola del Sabato ed eventualmente anche i fascicoli trimestrali ciclostilati della Rivista Avventista del 1924 e del 1925, per cercare se non di completare, almeno di avere qualche numero in più di questi “antichi reperti archeologici avventisti italiani” come li ho definiti in precedenza.
Giovanni De Meo
Note
[1] Giuseppe De Meo, Granel di sale. Un secolo di storia della Chiesa Cristiana Avventista del 7°Giorno in Italia. 1864-1964. Editrice Claudiana, Torino, pp. 112–115.
[2] J. Curdy, “Un voyage en Italie” (Un viaggio in Italia), Le Messager, anno XXIV , maggio 1920, n. 5, pp. 37, 38.




