La risposta umanitaria su larga scala rimane limitata, ostacolata da difficoltà di accesso, lacune nel coordinamento e gravi carenze di finanziamenti. Un terremoto di magnitudo 6.0 ha portato morte e distruzione in Afganistan orientale la notte del 31 agosto. Le vittime sono più di 2.200 e quasi 4.000 i feriti. Intere comunità sono state ridotte […]
La risposta umanitaria su larga scala rimane limitata, ostacolata da difficoltà di accesso, lacune nel coordinamento e gravi carenze di finanziamenti.
Un terremoto di magnitudo 6.0 ha portato morte e distruzione in Afganistan orientale la notte del 31 agosto. Le vittime sono più di 2.200 e quasi 4.000 i feriti. Intere comunità sono state ridotte in macerie nelle province di Nangarhar, Kunar, Nuristan e Laghman. Il sisma ha colpito direttamente circa 500.000 persone, tra cui molte donne e bambini.
Il 4 e il 5 settembre, due forti scosse di assestamento hanno fatto tremare la stessa regione, aggravando devastazione e terrore. Circa 7.000 case sono crollate, costringendo le famiglie a dormire all’aperto. I sopravvissuti affrontano notti gelide e rischi elevati di epidemie a causa dell’acqua non potabile, del sovraffollamento e delle scarse condizioni igienico-sanitarie. Inoltre ricevono aiuti limitati

L’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) è sul posto per valutare le necessità e pianificare gli interventi.
“La devastazione causata da questi disastri è straziante” afferma Imad Madanat, vicepresidente di ADRA Internazionale per gli affari umanitari “Ogni vita persa e ogni comunità colpita sono un potente promemoria dell’urgenza di raggiungere chi ha bisogno, per dare speranza, conforto e sostegno”.
ADRA collabora attivamente con le organizzazioni umanitarie nazionali e regionali, e si coordina con l’Agenzia nazionale afghana per la gestione delle emergenze (ANDMA), l’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (UNOCHA), la Mezzaluna Rossa afghana, il Programma alimentare mondiale (FAO) e altre organizzazioni umanitarie.

Gli operatori di ADRA a Kunar e Nangarhar segnalano gravi distruzioni e la necessità urgente di razioni alimentari di emergenza, tende per ripararsi, abbigliamento invernale, prodotti per l’igiene, materiale da costruzione. Tuttavia, la risposta umanitaria su larga scala rimane limitata, ostacolata da difficoltà di accesso, lacune nel coordinamento e gravi carenze di finanziamenti.
“Viviamo una crisi dopo l’altra” spiega Sofya Shumko, coordinatrice della risposta di ADRA alle emergenze nell’area euro-asiatica “Le famiglie, già costrette a tornare dai villaggi paesi vicini, lottano per sopravvivere. La riduzione dei finanziamenti ha indebolito la loro resilienza e ora devono affrontare fame, collasso economico e siccità. Non possiamo cambiare ciò che è successo, ma possiamo garantire che queste famiglie non vengano dimenticate”.
L’agenzia umanitaria avventista nel Paese si prepara a intensificare le operazioni di soccorso man mano che i fondi saranno disponibili e riafferma il suo impegno a sostenere le famiglie in difficoltà.

ADRA Italia ha aperto una raccolta fondi per i terremotati afghani.
“La vostra donazione oggi può fornire cure salvavita ai sopravvissuti che ne hanno disperatamente bisogno” dicono dall’agenzia umanitaria.
Dona ora tramite il seguente conto corrente bancario:
IBAN: IT 72 S 01030 03203 000002465824
Causale “Terremoto Afghanistan”.
A cura di Lina Ferrara, HopeMedia Italia
[Fonte: ADRA International, ADRA Italia, APD]
[Foto: ADRA Afghanistan]




