Terremoto in Venezuela. La risposta della chiesa avventista

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Terremoto in Venezuela. La risposta della chiesa avventista

Essere fonte di speranza in mezzo all’angoscia. Le voci e gli interventi sul campo.  Dopo che due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Paese il 24 giugno scorso, provocando perdite e devastazione a Caracas, La Guaira e nelle comunità circostanti, l’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) Venezuela si è […]

Essere fonte di speranza in mezzo all’angoscia. Le voci e gli interventi sul campo. 

Dopo che due terremoti di magnitudo 7.2 e 7.5 hanno colpito il Paese il 24 giugno scorso, provocando perdite e devastazione a Caracas, La Guaira e nelle comunità circostanti, l’Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso (ADRA) Venezuela si è subito messa in moto (leggi l’articolo qui). L’organizzazione umanitaria ha avviato il piano nazionale di gestione delle emergenze e coordina la sua risposta con ADRA interamericana, i responsabili religiosi locali, le agenzie governative, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) e altri partner.

I responsabili della Chiesa Cristiana Avventista del Settimo Giorno del Venezuela orientale, i volontari, i pastori, la comunità tutta stanno lavorando alacremente per rintracciare i dispersi, valutare i danni subiti dagli edifici religiosi, adoperandosi per distribuire pasti, vestiti e rifugio.

Dalle prime valutazioni è stata confermata la morte di cinque avventisti. Le notizie sono in aggiornamento sul sito della Regione interamericana, qui.

L’Unione del Venezuela orientale include circa 79mila membri che si riuniscono in oltre 850 chiese, e gestisce due scuole primarie e secondarie.

Staffetta di solidarietà
I terremoti, tra i più forti registrati nel Paese sudamericano in più di un secolo, hanno innescato una massiccia operazione di solidarietà: le squadre di salvataggio stanno cercando i sopravvissuti e ci si sta adoperando per ripristinare i servizi essenziali con l’aiuto di medici e soccorritori arrivati da ogni parte del mondo, compresa l’Italia. Il bilancio delle vittime, purtroppo non si è fermato, attestandosi a più di 2mila persone e decine di migliaia di dispersi. 

Mentre le operazioni di intervento proseguono, le organizzazioni amministrative della chiesa (la Conferenza avventista del Venezuela centrale, la Conferenza del Venezuela centro-orientale e l’Unione venezuelana orientale) stanno portando avanti la distribuzione di cibo, vestiti e altri beni di prima necessità. La comunità di fede offre oltre 800 pasti al giorno alle famiglie ospitate nei rifugi e il dipartimento dedicato alla salute provvede cure e farmaci per chi è affetto da malattie croniche, le cui terapie sono state interrotte dopo il disastro.


Un contesto più che complesso
Il pastore Luis Paredes, presidente dell’Unione della denominazione con sede a Caracas, è in prima linea. “Siamo profondamente addolorati” ha dichiarato citando il Salmo 46:1: “Dio è il nostro rifugio e la nostra forza, un aiuto sempre presente nelle difficoltà. Che il Signore dia forza quando la stanchezza sopraffà, luce quando le tenebre avvolgono e speranza quando lo scoraggiamento minaccia di schiacciarci”.

In un messaggio diffuso sui social media, Paredes ha esortato l’intera comunità a continuare a pregare per coloro che sono ancora intrappolati sotto le macerie degli edifici crollati, per le famiglie in lutto e per le migliaia di persone rimaste senza casa a causa della catastrofe. Ha inoltre chiesto preghiere per i soccorritori che rischiano la vita nelle operazioni di salvataggio in corso.

Almeno 21 famiglie avventiste hanno perso tutto ciò che possedevano, 156 famiglie hanno subito danni alle proprie abitazioni e 175 famiglie vivono attualmente in rifugi temporanei. Undici famiglie di pastori non possono ancora tornare alle proprie case.

Alcune testimonianze
Lenny Hernández, direttore della comunicazione dell’Unione avventista locale, si trovava a Caracas, a casa con la famiglia, quando c’è stata la terribile scossa.

“Pochi minuti dopo essere rientrati, l’intero edificio ha iniziato a tremare violentemente”, ha ricordato Hernández. “Abbiamo preso i nostri figli e siamo corsi giù per le scale il più velocemente possibile”. Mentre fuggiva dall’edificio, l’uomo si è ferito a una gamba con dei vetri rotti. Non potendo ricevere assistenza medica immediata in città, ha viaggiato per oltre un’ora fino a una località vicina prima di poter essere curato.

“Grazie a Dio siamo vivi, sarebbe potuta andare molto peggio”, ha commentato. “La situazione è difficile. Molte zone sono ancora senza elettricità o servizio telefonico e stiamo cercando di capire meglio come sono stati colpiti i nostri fratelli e sorelle di chiesa”.

Molti operatori sono in campo fin dalle prime ore successive al disastro. Tra questi c’è il pastore José Manuel Cedeño, cappellano in servizio in un centro sanitario a Caracas, al fianco del personale di soccorso.

Soccorso e attenzione ai più fragili
Rafael Benítez, direttore di ADRA Venezuela, ha sottolineato che le valutazioni indicano un bisogno impellente di aiuti in termini di ricerca e soccorso, alloggi di emergenza, acqua potabile e servizi igienico-sanitari, assistenza alimentare e cure mediche, in particolare negli stati di Yaracuy e Carabobo.

L’agenzia si è da subito mobilitata per distribuire kit alimentari, dando priorità alle famiglie più vulnerabili, tra cui quelle con donne sole, bambini, anziani e persone con disabilità. Sono in azione gruppi per raccogliere informazioni e individuare ulteriori bisogni.

Compassione in azione
Rubén Ponce, direttore di ADRA interamericana, ha posto l’attenzione su un aspetto cruciale: “Il disastro incoraggia la chiesa a mettere in pratica la nostra fede, stando al fianco di coloro che hanno perso così tanto. È il momento di dimostrare l’amore di Cristo ed essere fonte di speranza in mezzo all’angoscia”, ha esortato il direttore dell’agenzia umanitaria avventista. “Oggi, più che mai, è il momento di fare la differenza”.

Contribuisci anche tu
ADRA Italia ha attivato una raccolta fondi per fornire aiuti vitali alle persone colpite dal terremoto.

DONA ORA ONLINE o attraverso il seguente conto corrente bancario:
Intestazione: Ente ecclesiastico avventista ADRA Italia

IBAN: IT 72 S 01030 03203 000002465824  causale “Emergenza Venezuela”.

[Fonte: interamerica.org. Tradotto e adattato dalla redazione]
[Foto: ADRA Venezuela e Unione Avventista Venezuela orientale]


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