Una zona contesa. Centinaia di famiglie senza casa. I responsabili regionali della Divisione Asia-Pacifico del sud della Chiesa avventista si sono mobilitati subito per offrire rifugio e garantire i bisogni essenziali, compresi quelli spirituali Mentre le tensioni aumentavano lungo il confine tra Cambogia e Thailandia, il recente conflitto scoppiato nel mese di luglio scorso ha […]
Una zona contesa. Centinaia di famiglie senza casa. I responsabili regionali della Divisione Asia-Pacifico del sud della Chiesa avventista si sono mobilitati subito per offrire rifugio e garantire i bisogni essenziali, compresi quelli spirituali
Mentre le tensioni aumentavano lungo il confine tra Cambogia e Thailandia, il recente conflitto scoppiato nel mese di luglio scorso ha costretto decine di migliaia di civili di entrambi i Paesi ad abbandonare le proprie case.
Di fronte alla devastazione, la Chiesa Avventista del Settimo Giorno è intervenuta per offrire rifugio, compassione e speranza in entrambe le nazioni.
“Al quarto giorno degli scontri sul confine, la tensione era aumentata di intensità, con l’impiego di armi più pesanti e a lungo raggio da entrambe le parti” hanno riferito i responsabili regionali della denominazione. “Le operazioni militari e l’avanzata territoriale hanno generato paura diffusa ed evacuazioni forzate, specialmente nelle aree vicine al tempio di Preah Vihear e in altre zone contese”.

Sfollamenti e necessità di intervenire
Dal lato thailandese, le autorità hanno evacuato oltre 140.000 persone dalle province di Sisaket, Ubon Ratchathani, Surin e Buriram dove le comunità vicine alla linea del fronte erano particolarmente vulnerabili. Diverse chiese avventiste in queste zone sono state costrette a chiudere temporaneamente, hanno riferito i leader regionali della denominazione.
Nel frattempo, in Cambogia, i villaggi nelle province di Preah Vihear e Oddar Meanchey sono stati anch’essi colpiti da bombardamenti e operazioni di terra.
“Diversi avventisti di queste province, in particolare delle comunità di confine dove si riuniscono piccoli gruppi di fedeli e chiese domestiche, sono fuggiti verso zone più sicure o hanno attraversato il confine cercando rifugio in Thailandia” hanno aggiunto i responsabili locali.

La Chiesa avventista in Cambogia in aiuto alle famiglie sfollate
In seguito agli scontri al confine tra Cambogia e Thailandia del 24 luglio scorso, la Missione avventista cambogiana (CAM) ha avviato operazioni di soccorso d’emergenza per sostenere le famiglie colpite dal conflitto. Il 27 e 28 luglio, i gruppi della CAM si sono recati nelle province di Preah Vihear e Oddar Meanchey per distribuire cibo, acqua e beni di prima necessità.
La tensione improvvisa lungo il confine ha costretto centinaia di famiglie a fuggire dalle proprie abitazioni, cercando riparo in rifugi improvvisati, pagode locali, chiese e campi profughi temporanei. Tra loro ci sono centinaia di membri della Chiesa Avventista del Settimo Giorno che non possono tornare nelle proprie case, e sono privi di mezzi di sostentamento e beni essenziali.
“Vi è un grande bisogno di cibo, di un rifugio e di cure mediche tra i nostri fratelli e sorelle nella fede in queste province” ha dichiarato Hang Dara, presidente della CAM. “Mentre ringraziamo Dio per l’accordo di cessate il fuoco raggiunto dai leader di entrambi i Paesi, molte famiglie sfollate sono ancora riluttanti a tornare a casa per la paura e l’incertezza”.
Dara ha aggiunto: “Facciamo appello alla vostra generosità. Vi invitiamo a sostenere queste famiglie con preghiere, donazioni o risorse mentre affrontano questo momento difficile. Insieme possiamo espandere l’amore e la compassione di Cristo a chi soffre”.
La risposta immediata della CAM riflette il suo impegno continuo nel prendersi cura del benessere fisico e spirituale dei suoi membri in tempi di crisi. Tuttavia, la portata della necessità supera le risorse disponibili. Ora, la Missione chiede supporto ai membri di chiesa, ai partner e ai sostenitori sia locali sia internazionali, per unirsi a questo urgente impegno umanitario. I contributi aiuteranno a fornire assistenza continua fino a quando le condizioni non si stabilizzeranno e le famiglie potranno tornare in sicurezza alle proprie comunità, hanno riferito i responsabili sul posto.
I dirigenti hanno anche comunicato che le chiese avventiste lungo il confine thailandese hanno aperto le loro porte per ospitare le famiglie sfollate, accogliendo persone provenienti dalle aree locali e dalle zone di confine cambogiane. Molti altri membri soggiornano nelle case di amici e parenti o in rifugi governativi.

La speranza del cessate il fuoco
Un accordo di cessate il fuoco è in vigore da diversi giorni, offrendo una cauta speranza. Tuttavia, sono state segnalate violazioni quasi quotidiane, soprattutto durante la notte. Le tensioni restano alte mentre i governi di entrambi i Paesi continuano a monitorare le attività militari e a indagare su avvistamenti di droni. In Thailandia, il governo ha emesso un divieto nazionale sull’uso di questi dispositivi per le crescenti preoccupazioni legate alla sicurezza.
Nonostante le incertezze, emergono segni di ripresa. Alcuni rifugiati in Thailandia hanno scelto di tornare a casa. I leader avventisti li hanno accompagnati durante il rimpatrio, offrendo sostegno spirituale e aiutandoli nel rientro.
Sabato 2 agosto, le chiese di confine hanno riaperto per i servizi culto. Il giorno successivo si è celebrato un matrimonio tra due operatori biblici la cui chiesa si trova vicino al confine, una testimonianza di speranza in mezzo alle difficoltà.
“Anche nella tempesta, Dio ci dona momenti per celebrare l’amore, la fede e la comunità” ha detto un pastore locale.
[Fonte: adventistreview.org / Edward Rodriguez, Regione Asia-Pacifico del sud della Chiesa avventista e Adventist Review. Tradotto da Veronica Addazio, HopeMedia Italia].
[Foto: Regione Asia-Pacifico del sud]




