Sprechi, inquinamento e disuguaglianze. L’oro blu rivela il nostro fragile rapporto con il limite. Non possiamo restare indifferenti. Un’altra prospettiva, il bimestrale delle chiese avventiste di Cesena e Forlì, dedica il numero di marzo/aprile 2026 all’elemento essenziale per la vita. Il titolo della rivista è “Il destino dell’acqua”, e non a caso. Il 22 marzo ricorre […]
Sprechi, inquinamento e disuguaglianze. L’oro blu rivela il nostro fragile rapporto con il limite. Non possiamo restare indifferenti.
Un’altra prospettiva, il bimestrale delle chiese avventiste di Cesena e Forlì, dedica il numero di marzo/aprile 2026 all’elemento essenziale per la vita. Il titolo della rivista è “Il destino dell’acqua”, e non a caso. Il 22 marzo ricorre la Giornata mondiale dell’acqua, istituita dall’Assemblea delle Nazioni Unite nel 1992, subito dopo la Conferenza di Rio, il primo “Summit della Terra” sullo sviluppo sostenibile.
Nell’editoriale, Veronica Addazio, già caporedattrice di Radio RVS e Social Media Editor di HopeMedia Italia e ora redattrice web del Messaggero Avventista, ricorda il tema della giornata di quest’anno “Acqua e genere. Dove scorre l’acqua, cresce l’uguaglianza”.
Il numero segue la consueta formula monotematica, offrendo un caleidoscopio di sfumature sociologiche, psicologiche, spirituali e non solo, che arricchiscono l’approfondimento.
Tra le novità, la rubrica “Profeti oggi” con gli esempi di uomini di buona volontà che ancora adesso fanno sentire la voce di Dio nella speranza di una vittoria del bene. Luca Faedda, pastore delle chiese avventiste di Roma Lungotevere e Appia), e di Frosinone, svela la meraviglia e la saggezza del mondo animale nel suo pezzo “Il limite secondo la chiocciola” Non è necessario crescere all’infinito. A un certo punto ti fermi, conservi l’essenziale e condividi il resto, evidenzia l’autore citando l’economista e filosofo Serge Latouche, e un passo del Vangelo di Luca.

Nell’articolo “I tuoi jeans ne bevono 8mila litri”, Camilla Monacciani, laureata in chimica dell’ambiente, si sofferma sull’impatto del nostro stile di vita sul patrimonio idrico. Vi è una quantità “invisibile” di acqua necessaria per produrre tutto ciò che consumiamo: un solo chilo di carne bovina richiede circa 15.000 litri e una tazza di caffè 140. Ed proprio lì, in quella dimensione spesso ignorata, sottolinea Monacciani, che si gioca il futuro della nostra casa comune e la dignità di ogni essere umano.
Hanz Gutierrez, docente alla Facoltà avventista di teologia “Villa Aurora, a Firenze, firma la riflessione “Il Salmo 1 insegna a essere acqua”. Al centro del problema non vi è la sua scarsità, scrive, ma l’equilibrio del nostro rapporto con la natura, perché l’acqua manca in alcuni territori, ma in altri è eccessiva e travolgente. Il Salmo 1 ci aiuta a pensarla in una prospettiva più ampia, introducendo un modello diverso che coinvolge l’uomo, la natura e Dio.
“Pozzi di libertà” è il contributo a cura di Alessandra Olivucci, direttrice responsabile della rivista, che intervista Sefora Motta. Regista, reporter, autrice di documentari e libri, Motta ha fondato l’associazione missionaria HPS Charity. La sua testimonianza ci fa viaggiare in uno dei Paesi più poveri al mondo, la Tanzania. Lì i volontari collaborano con le comunità per trivellare pozzi che garantiscano l’accesso all’acqua potabile. Scavare significa restituire speranza e dignità, spiega la cineasta, e ci fa “essere testimoni credibili dell’amore di Dio”.
Il bimestrale pubblica anche un contributo della nutrizionista Valeria Verona sull’acqua più adatta da consumare per la nostra salute. La sociologa Debora Monni racconta poi il movimento delle “mamme No Pfas” nello spazio “Il coraggio di essere ‘umani’”.
Per informazioni e abbonamenti: cesena@avventista.it
[Immagine: Flynt, Dreamstime.com].




