Da sei mesi la storica rivista è solo sul web. Motivazioni e prospettive di una scelta. Maurizio Caracciolo, direttore della testata fondata dalla chiesa avventista nel 1952, spiega e illustra come la nuova forma di pubblicazione amplia la diffusione del messaggio sulla salute. Vita e Salute è una testata storica: cosa ha portato alla decisione di trasferirla sul canale online? La decisione nasce da fattori convergenti: la diminuzione degli […]
Da sei mesi la storica rivista è solo sul web. Motivazioni e prospettive di una scelta.
Maurizio Caracciolo, direttore della testata fondata dalla chiesa avventista nel 1952, spiega e illustra come la nuova forma di pubblicazione amplia la diffusione del messaggio sulla salute.
Vita e Salute è una testata storica: cosa ha portato alla decisione di trasferirla sul canale online?
La decisione nasce da fattori convergenti: la diminuzione degli abbonati, dovuta anche all’esaurirsi dell’esperienza del colportaggio, la crisi generale della lettura di quotidiani e periodici, la consapevolezza che non è più possibile trascurare le grandi potenzialità offerte dal digitale.
Intendiamo mantenere la missione svolta da Vita e Salute nel corso dei decenni: essere una voce libera, indipendente e profondamente radicata nei valori del messaggio avventista sulla salute, adattando linguaggi e strumenti a un contesto contemporaneo e a un pubblico più ampio. Si tratta di rinnovarsi senza perdere la propria identità, proseguendo lungo il percorso che ha permesso alla chiesa avventista di essere riconosciuta e apprezzata anche nel campo della salute.

Quali competenze nuove sono state necessarie per affrontare questo percorso?
La qualità di un prodotto editoriale si fonda innanzitutto sui contenuti. In questo passaggio, le competenze richieste si sono ampliate soprattutto sul piano tecnico e informatico. Rispetto al passato, l’attualità avrà un peso crescente: questo ci consentirà di intercettare un pubblico più ampio e di diversificare i temi trattati, pur restando all’interno del macrotema della salute, del benessere e degli stili di vita.
Che riscontri avete dopo il passaggio al digitale?
È ancora presto per una valutazione completa: siamo in fase di sviluppo. Stiamo già lavorando a strategie di promozione per ampliare la platea, a partire dal coinvolgimento della nostra comunità. Per questo ci siamo affidati a consulenti esterni con l’obiettivo di incrementare nei prossimi mesi il numero dei lettori.
Tra le novità editoriali, l’introduzione di contenuti sul mondo animale, in particolare quello cinofilo, ha suscitato interesse e ci ha permesso di avvicinare un pubblico nuovo. In futuro intendiamo esplorare ulteriori ambiti finora poco trattati.
Quanto è importante il coinvolgimento diretto dei lettori per una testata indipendente?
Il coinvolgimento dei lettori è fondamentale: il numero di utenti che visitano il portale è decisivo per la crescita e la sostenibilità del progetto. Tutti – membri di chiesa e amici – possono contribuire in modo concreto alla diffusione e allo sviluppo di questa proposta, visitando periodicamente il portale. Questo ci aiuterebbe molto in termini di sviluppo e visibilità.
La testata fa parte di un progetto più ampio, il portale vitaesalute.it, che include, oltre al magazine digitale, un blog, corsi video e, prossimamente, anche una web app di grande utilità per il pubblico, sulla quale per ora manteniamo l’effetto sorpresa.
Quali sviluppi immagini per Vita e Salute Web nei prossimi anni?
Vita e Salute continuerà a essere un canale di informazione libero, ma allo stesso tempo coerente e fedele ai valori e alla missione che da sempre lo ispirano. Siamo concentrati sulla costruzione di un modello sostenibile in un panorama informativo molto competitivo.
Guardando al futuro, auspichiamo un coinvolgimento sempre maggiore di giovani collaboratori, capaci di portare nuove idee ed energie, valorizzando le risorse presenti nella chiesa.
Confidiamo inoltre nei risultati della collaborazione con la Fondazione Vita e Salute: la sinergia tra realtà diverse rappresenta una leva strategica fondamentale per la crescita e l’evoluzione del progetto.
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[Fonte: Il Messaggero Avventista, giugno 2026]




